Clima rovente in Consiglio comunale Lunedì la seconda puntata e il voto Sul futuro della Villa Reale di Monza lunedì sera consiglio comunale infuocato. A riscaldare gli animi la discussione sul bando che assegna ai privati per 30 anni la gestione del gioiello cittadino per un canone annuo di 30mila euro. A monte c'è una storia che vede protagonista la Regione, che con la città di Monza e il ministero dei Beni ambientali è proprietario della Villa. Nelle scorse settimane il Pirellone ha nominato il direttivo del consorzio che deciderà del futuro della residenza del Piermarini. Con Lombardia Infrastrutture è stata promossala gara per il restauro e la valorizzazione della Villa. Due le società costituitesi in Ati (associazione temporanee d'impresa) che hanno partecipato. La Sacaim e la Italiana Costruzioni. L'opposizione intanto denunciava che il comune non aveva però ancora ceduto la Villa al consorzio, atto formalizzato solo tre settimane fa. Per il Consorzio la durata è ventennale, ma nella gara di appalto la cessione è per 30 anni. Per questo l'opposizione minaccia di fare ricorso al Tar. Ci sono poi altri punti che per il capogruppo del Pd Roberto Scanagatti sono poco trasparenti. E così il consiglio si è surriscaldato. Le minoranze parlano di svendita del patrimonio della città. La maggioranza difende le scelte anche in vista di Expo 2015. Il sindaco Mariani sostiene debba essere il privato a gestire la gran parte del corpo nobile della Villa Reale, come sala congressi, ristorante e verde. Scanagatti risponde con i numeri: «è improponibile che con 5 milioni di euro i privati possano disporre di una struttura dove la Regione impegna 19 milioni di euro. Il Comune venda l'ex palazzo Inam e con il ricavato si accolli la quota dei privati, con la certezza che tutta la città potrà disporre della Villa». Scanagatti concorda di esternizzare alcune servizi, ma sia il Comune a gestire le parti nobili. Per il sindaco è da sciagurati rinunciare a 24 milioni di euro di investimenti. Lunedì prossimo atto secondo di questa "guerra" senza risparmio di colpi, con la maggioranza che dovrà anche fare i conti con i numeri.