MILANO - «Non ho ancora ricevuto nessuna richiesta. E comunque, sono contraria. Nel 2015? Chi sarà al mio posto tra quattro anni deciderà. Adesso non è proprio il momento». Così risponde Simonetta Bonomi, sovrintendente ai Beni archeologici della Calabria, all'ipotesi di un viaggio dei Bronzi di Riace verso Nord, direzione Expo. E a lei spetta l'ultima parola, confermano all'Iscr-Istututo superiore per la conservazione e il restauro di Roma, che sta esaminando i risultati dell'ultimo intervento conservativo sulle statue. Eseguito in un laboratorio «a vista» allestito negli spazi del Consiglio regionale della Calabria, che è stato visitato da centomila persone in un anno. «NON È IL MOMENTO», dice la sovrintendente Bonomi, perché tra «un mese, un mese e mezzo» i Bronzi rientreranno nella sala allestita apposta per loro a Palazzo Piacentini, la sede del Museo nazionale di Reggio Calabria completamente ristrutturata con un cantiere durato un anno e mezzo che ha imposto lo svuotamento completo dell'edificio, compresi gli uffici della Sovrintendenza. E una spesa di 17 milioni di euro attinti ai fondi per i 150 anni dell'Unità d'Italia (ma non sufficienti, infatti «ne stiamo cercando altri», aggiunge la sovrintendente), più i due milioni e mezzo stanziati dalla Regione per il trasloco e il «check up» sui Bronzi. Somme ingenti, che «non si possono buttare così, per un capriccio». Per questo «adesso in nostro obiettivo è riaprire il museo, coi Bronzi dentro». E poi c'è un nodo tecnico: «Sia chiaro che spostare le statue significherebbe ricreare le stesse condizioni assicurate loro a Reggio». Ossia, a parte la nuova base antisismica progettata dall'Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile), un ambiente microclimatizzato per assicurare che temperatura e umidità rispettino i parametri fissati dall'Iscr. Per preservarlo, spiega Bonomi, gli ingressi saranno contingentati e i visitatori sottoposti a una «doccia d'aria». Condizioni che ricordano quelle imposte post-restauro al Cenacolo di Leonardo (anche se nel suo caso l'impossibilità di spostare una parete del Refettorio di Santa Maria delle Grazie mette fuori gioco ogni ipotesi di trasferta). E che, a partire dal clima della Pianura padana, andrebbero ricreate ex novo, ammesso e non concesso l'ok al trasporto «con camion speciali e sistemi antivibrazione». Insomma, anche se si può fare, far viaggiare i Bronzi comporta «una spesa che non so se vale la pena sostenere a carico del contribuente».