Le reazioni alla sortita del ministro «Non è passato che qualche giorno dalla nomina di Galan a ministro dei Beni culturali che lo stesso inizia il suo percorso con un proposito: mettere in... moto i Guerrieri di Riace». È sconcertato l'on. Natino Aloi: «Le due splendide statue, sottoposte ad un lungo periodo di terapia ed oggi riportate alla salute, dovrebbero - secondo il ministro - essere trasferite in altre città o in altri continenti... Ma che bell'esordio!». Per Aloi, una domanda è d'obbligo: «Ma il ministro conosce la storia dei Guerrieri, da loro emergere dal mare di Riace alle legittime reazioni del popolo reggino e di alti esponenti del mondo della cultura (Argan, Zevi: "no ai Bronzi pellegrini") ogni qualvolta si è parlato del loro trasferimento? Ma si rende conto o no questo ministro, neofita del settore, come la sua sortita sia stata infelice? Siamo di fronte a logiche verticistiche, tipiche di una certa mentalità. Come si può far capire all'attuale classe politica, di destra e di sinistra, che il cosiddetto decisionismo è nemico della partecipazione, che è il sale della democrazia? La volontà popolare, per i "padroni del vapore" conta (e l'attuale legge elettorale ne è la dimostrazione) poco o niente!». La riflessione finale di Aloi: «Il ministro Galan, passando dalla "coltura" alla cultura, lasci in pace i Guerrieri di Riace nel loro splendido habitat: il Museo Nazionale di Reggio, di piacentiniana memoria!».