Il ministro parla a Venezia. Anche a Verona la pubblicità ha coperto i monumenti «Venezia magli stessi visitatoti che vengono per ammirarla non meritano questo spettacolo»: Giancarlo Galan, neo ministro alla Cultura, non ha dubbi e boccia le maxi affissioni pubblicitarie per fare cassa pro restauri nel capoluogo lagunare. Per Galan non si tratta di fare battaglie contro gli enti pubblici ma di avviare una sorta di progettazione, prima per ridurre l'impatto della pubblicità, e poi per costruire un nuovo rapporto con gli sponsor che sia più attento alle caratteristiche della città. Galan parla anche della bocciatura da parte della Corte dei Conti di Vittorio Sgarbi ai Civici musei veneziani. «È stato aperto un nuovo bando - dice - per la soprintendenza del polo museale, al termine del quale il ministro valuterà le candidature e le sue scelte». Sul fronte della Fenice avverte la necessità di eliminare «privilegi oggi inaccettabili» ma anche di non far venire meno «le risorse necessarie perchè il teatro vada avanti». Riguardo alla Biennale e alla Mostra del Cinema loda il lavoro di Paolo Baratta e Marco Muller e su possibili loro ricandidature prende tempo lasciando che il consiglio d'amministrazione concluda il proprio lavoro «e poi - dice - farò le mie valutazioni». Da parte sua, poi, nessun «no» al Festival del cinema di Roma: «non ho mai detto di abolirlo - conclude Galan - ho solo detto che il ministero sosterrà la Mostra di Venezia e così sarà».
Maxiaffissioni pubblicitarie. Galan dice stop
Il ministro della Cultura, Giancarlo Galan, ha parlato a Venezia e ha espresso la sua posizione sull'uso della pubblicità per finanziare i restauri della città. Ha affermato che non vuole fare battaglie contro gli enti pubblici, ma piuttosto avviare una progettazione per ridurre l'impatto della pubblicità e costruire un nuovo rapporto con gli sponsor. Ha anche parlato della bocciatura della Corte dei Conti per i Civici musei veneziani e ha annunciato l'apertura di un nuovo bando per la soprintendenza del polo museale. Sul fronte della Fenice, ha avvertito la necessità di eliminare privilegi inaccettabili, ma anche di non far venire meno le risorse necessarie per il teatro.
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