NON piace all'Accademia Nazionale dei Lincei il nuovo assetto del Museo Egizio, trasformato di recente in fondazione. I membri della gloriosa istituzione hanno stilato un documento, in cui ribadiscono «la viva preoccupazione per quanto sta avvenendo a Torino in uno dei più importanti musei italiani e anche per l'ipotesi, più volte pubblicamente dichiarata dal ministro Urbani, che un simile modello gestionale possa essere adottato per altri grandi musei italiani». Perplessità vengono espresse soprattutto sulla decisione di Urbani di abolire la Soprintendenza che reggeva il museo. Secondo gli accademici, inoltre, «il profilo economico e gestionale prevale nettamente, nel nuovo assetto, su quello tecnico-scientifico: e infatti nel consiglio di amministrazione della Fondazione, ormai costituito, manca ogni specifica competenza nel campo dell'egittologia». Il documento prosegue con l'auspicio che nel futuro consiglio scientifico, i cui poteri sono peraltro soltanto consultivi, «vengano chiamati a far parte i maggiori egittologi italiani e qualificati rappresentanti di discipline affini». «Le preoccupazioni degli accademici dei Lincei sono anche le nostre e la priorità della fondazione sarà quella di assicurare la massima attenzione al valore scientifico del museo replica il presidente della Fondazione per le Antichità Egizie Alain Elkann Nel consiglio di amministrazione che si svolgerà lunedì prossimo è all'ordine del giorno l'indicazione dei nomi del comitato scientifico».
I Lincei bocciano l'Egizio
L'Accademia Nazionale dei Lincei ha espresso preoccupazione per il nuovo assetto del Museo Egizio a Torino, trasformato in fondazione. I membri della società hanno criticato la decisione di abolire la Soprintendenza e il profilo economico e gestionale che prevale nel nuovo assetto. Sono stati anche sollevati dubbi sulla mancanza di competenza egittologica nel consiglio di amministrazione. Gli accademici auspicano la partecipazione di egittologi italiani e rappresentanti di discipline affini nel comitato scientifico. La fondazione ha assicurato di dare priorità al valore scientifico del museo.
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