Maxipubblicità, Orsoni d'accordo a toglierle purchè si trovino altri fondi Le Gallerie dell'Accademia finalmente senza impalcatura «Appena il ministro Galan ci manda l'assegno, stacchiamo tutti i manifesti pubblicitari...». Risponde, così, con una battuta scherzosa il sindaco Giorgio Orsoni all'appello del nuovo ministro dei Beni Culturali a porre fine all'invasione delle maxipubbicità a Venezia. Un modo per sottolineare la necessità per i restauri a Venezia dei fondi che esse procurano, ma Orsoni è collaborativo: «Sono sensibile al tema e apprezzo la forte sensibilità che il ministro ha mostrato nelle sue prime dichiarazioni sul bisogno che Venezia ha di finanziamenti. Non posso che condividerle». Propositivo è il presidente della Fondazione Musei Civici Walter Hartsarich, che viene dal mondo della comunicazione: «Servono delle regole chiare per tutti e un format stabilito, perché a Venezia non si pub fare pubblicità come nelle altre città, è evidente. Credo che lo stesso sindaco potrebbe prendere l'iniziativa di istituire una cabina di regia». Soddisfatta delle parole di Galan è anche Maria Camilla Bianchini d'Alberigo, presidente del Fai del Veneto, tra i primi a «tuonare» contro le maxipubblicità sui monumenti. «Sono lieta che anche il ministro condivida la nostra preoccupazione sulle maxi-pubblicità a Venezia - e sono perfettamente d'accordo che si debbano studiare forme di sponsorizzazione diversa. Ma serve anche l'istituzione di una Commissione con Comune, Soprintendenza che detti le regole e valuti le proposte». Preferisce invece non commentare i giudizi di Galan sulle maxipubblicità a Venezia, la soprintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia Renata Codello, che le ha autorizzate. D'accordo con il ministro dei Beni Culturali anche il rettore dell'Iuav Amerigo Restucci: «Finalmente ci si occupa dell'impatto delle maxipubblicità su Venezia, dannoso come i nuovi maxipontili dell'Actv che eliminano alla vista parti di città. A Firenze le maxipubblicità sui musei riproducono la facciata dell'edificio, con uno spazio limitato per il marchio dell'azienda, non si capisce perché a Venezia non si possa. Servirebbe una Commissione speciale per l'arredo di Venezia che Galan potrebbe proporre». Confortato dalle parole di Galan, ma per il suo impegno verso il nuovo Palacinema è anche il commissario Hartsarich: «Serve una regia unica» Restucci propone la nascita dell'ennesima commissione Vincenzo Spaziante: «Mi sento meno solo, perché non possiamo essere solo io e il sindaco a risolvere il problema. L'attenzione annunciata dal ministro sul cantiere è di fondamentale importanza». Anche il sovrintendente della Fenice Cristiano Chiarot accoglie l'invito di Galan a collaborare con l'Arena: «Non abbiamo smesso di farlo, nonostante lo sgarbo sui fondi e presto ci incontreremo con il soprintendente per perfezionare accordi sulle produzioni».