QUERCIANELLA1 Paghiamo per un disastro e se ne prepara un altro Dopo 30 anni dalla cementificazione selvaggia che ha coperto la collina di Quercianella, e non solo quel territorio, la natura si è ribellata allo scempio. Ed ora i cittadini livornesi devono sborsare un milione di euro per almeno tentare di fermare la distruzione delle case! Fu disboscata, naturalmente con tutte le autorizzazioni, una intera collina tra le proteste dei vecchi abitanti e perchè ora, invece di far pagare chi ha guadagnato da quella speculazione e i dirigenti che l'hanno legalizzata, devono pagare come al solito i cittadini? Quante cose per il miglioramento della vita cittadina si sarebbero potute fare con questa somma che ora siamo costretti a trovare velocemente e senza tante riflessioni delle istituzioni. E come mai anche ora la provincia ha autorizzato il taglio di 5 ettari di bosco di lecci? Qualcuno sta già lavorando alacremente per le frane del 2040? Francesco Marani QUERCIANELLA2 Un territorio devastato: gli ambientalisti dov'erano? Nelle vecchie cartoline quercianellesi illustri personaggi usavano scrivere delle dediche che esaltavano le bellezze naturali della località. Purtroppo oggi ci sarebbe da scrivere ben poco dopo i vari massacri fatti sul territorio, massacri che gli enti preposti avallavano e quel che pare ancora più grave che nessuna delle decine di associazioni ambientalistiche esistenti in Italia (oltre 50) per non parlare dei Verdi, abbiano cercato di ostacolare. Alcune volte ci sono state rimostranze di piccoli gruppi di cittadini poi svanite nel nulla e commentate come azioni irresponsabili e rompiscatole. Quello che accaden in questi giorni è naturale conseguenza di ciò che si è permesso fare, i nostri vecchi definivano la zona del tiro al piattello (alla sommità della collina) "la cava della rena " e quindi non avevano bisogno di studi approfonditi dei geologi per definire la zona che era di grande fragilità. Comunque se vogliamo indicare a titolo esemplificativo una zona sono dove sono stati e si continua a fare scempi è la parte di costa che va dalla punta dei bagni Paolieri al Molo di Quercianella stravolgendo completamente il movimento delle grandi correnti marine che da sud vanno verso nord. Hanno costruito dighe, piazzali con scarico in mare di tonnellate di calcestruzzo, fabbricati di cemento armato sulla battigia. Hanno eseguito opere di ripascimento di spiagge con materiali inutili in quanto il mare quando è agitato spinge tali materiali verso la costa, con successivi e costanti lavori di rispianamento. Tutto questo oltre all'impatto panoramico negativo ha causato la erosione di alcune zone e il riempimento di altre (la profondità del moletto di Quercianella è sostanzialmente diminuita). Tutto questo sotto la falsa bandiera del turismo. Massimo Porciani GIORNATA DEL RIFIUTO Una manifestazione per il nostro futuro Dal cemento non nasce niente, dal letame nascono i fiori... Così cantava De Andrè in una sua canzone, metafora della manifestazione ambientalista che si è svolta lo scorso sabato 26 nelle strade di Livorno. Ad aprire il corteo, i cavalli, che lasciavano nelle vie i propri "doni", poi tanta gente che proponeva il dissenso ad un modello di sviluppo contro ogni logica di progetto sostenibile, sia per il nostro ambiente che per l'occupazione dei tanti giovani che guardano incerti il proprio futuro. A chiudere il corteo,tanta musica a dare un tocco di allegria e speranza alla città. È stata una "giornata del rifiuto" verso tutto ciò che produce inquinamento, a profitto di pochi e a danno di tutti noi. A fare da cornice al passaggio di questo lungo e colorato corteo, il popolo, che ha visto, finalmente, scendere in piazza sè stesso, rappresentato dalla gente che si è riappropriata degli spazi comuni. Che dire del reportage dei media? Direi che è stato dato poco spazio all'evento: fa più notizia una casa squillo, o lo squillo dei tamburi in un sonnacchioso pomeriggio di sabato? Spero che dal letame, comunque, nascano i fiori! Renata Fontanella