Lesperienza pilota dopo la convenzione Conai-Amra "È un antidoto alla discarica e consente di recuperare materia ed energia" Si chiama Flugas, è il primo impianto pilota di gassificazione a letto fluido in Italia, installato in Campania, nella zona industriale di Caserta. Il progetto per il recupero di energia e materia da rifiuti urbani e di imballaggio di legno e plastica, è nato nel 2006, con la stipula di una convenzione tra Conai (Consorzio per il recupero degli imballaggi) e Amra (società consortile a capitale pubblico nata dal progetto sui Centri di competenza della Regione Campania e finanziata con fondi europei). Ha portato a una sperimentazione articolata in diverse fasi e il bilancio delliniziativa, per i suoi promotori, ha dato importanti risultati, presentati ieri alla presenza dellassessore regionale Guido Trombetti. «Dal punto di vista ambientale, con lutilizzo di plastiche e biomasse», hanno spiegato Umberto Arena, ordinario di Impianti chimici delluniversità Federico II e Paolo Gasparini, presidente Amra, «è possibile produrre un gas (syngas), che possiede dal 75 fino al 90 per cento dellenergia contenuta nel combustibile di partenza, e che garantisce una combustione più pulita ed efficiente». Secondo Roberto De Santis, consigliere Conai, «la tecnologia al centro della sperimentazione rappresenta un antidoto alla discarica e consente di recuperare materia eo energia anche degli scarti dei processi di selezione e riciclo del materiale proveniente dalla raccolta differenziata». Sono intervenuti Rossi, presidente di Corepla e Crema, che guida Rilegno. La sperimentazione campana, sottolinea De Santis, «rende più concreta la possibilità di estendere sul territorio impianti come questo, per ottimizzare il ciclo di gestione dei rifiuti urbani». Il processo di gassificazione produce un minor volume di gas, pari a circa un terzo di quello emesso da un termovalorizzatore tradizionale e residui solidi e ceneri di post-combustione non pericolosi e potenzialmente utilizzabili, ad esempio, nei cementifici. Si tratta, si è detto, di impianti più economici e semplici anche nella gestione, utili per una comunità di circa 300 mila abitanti.