Il diritto di Roma al suo Festival del cinema è stato il filo rosso che ha unito molti degli interventi, dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ai capigruppo Pdl alla Camera e al Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, durante il convegno Il cinema è cultura, organizzato dal coordinamento romano del Popolo della libertà. «Senza nulla togliere a Venezia e al Festival pensare ad una strategia nazionale cinematografica senza Roma è impossibile, sarebbe come pensare una strategia sul cinema americano senza Hollywood. Se il cinema italiano avrà forza nel futuro dipenderà molto dal mar-chiodi Roma e Cinecittà» ha detto Alemanno. «Il provvedimento del Governo - ha aggiunto - dà fiato alla cultura e al cinema. Ora bisogna garantire che tutti gli investimenti valorizzino la qualità e il merito». Il primo cittadino pensa che a Roma «ci debba essere una film commission, una realtà che permetta di valorizzare e veicolare l'immagine della città». Per Maurizio Gasparri «Roma ha una lunga storia nel cinema per rivendicare un proprio ruolo, mi auguro che certe uscite sul Festival siano state dettate solo da esigenze campanilistiche. Sempre pronti comunque a combattere insieme gli sprechi, intervenire con razionalizzazioni e appuntare su finalizzazioni diverse». Anche Fabrizio Cicchitto è convinto che sul Festival di Roma «bisogna andare avanti». Quello che ha detto il ministro Galan, ha commentato «sarebbe stato sacrosanto se detto prima che il Festival di Roma decollasse». Però, secondo Cicchitto «nessuno può dimenticare, nemmeno il ministro della Cultura, la dimensione cinematografica di Roma». Il capogruppo Pdl alla Camera ha sottolineato tuttavia che per quanto sia stata «decongestionata una soluzione per il cinema», non si tornerà all'erogazione di risorse degli anni Sessanta, Settanta, Ottanta e della gestione Rutelli-Veltroni, «in cui un problema di assistenzialismo penso ci sia stato». Un punto sottolineato nel suo intervento anche dal sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Maria Giro. Tornando alla kermesse romana, Antonio Taiani, commissario europeo all'Industria e all'Imprenditoria, ha detto che come fra Malpensa e Fiumicino non c'è competizione ma sono due risorse italiane proiettate verso l'Europa, così «Roma e Venezia, due tra le città più conosciute e amate al mondo per la loro storia e la loro arte, il loro legame con il cinema e l'industria cinematografica, possono entrambe avere un festival. Giampaolo Letta, ad di Medusa, si augura che «Regione, Comune e Provincia continueranno a dedicare grande attenzione a Festival».