Il sottosegretario Montica: superati tutti i problemi, progetto già pronto. Il governo prepara la prima spedizione di parte del monumento per gli inizi del nuovo anno Dovrebbe essere caricato su un aereo e spedito ad Axum prima di Natale o comunque non più tardi della stagione delle piogge che in Etiopia sono previste per il mese di aprile. E finalmente si potrà scrivere la parola fine sulla interminabile vicenda dell'obelisco smontato un anno fa a piazza di Porta Capena e conservato nel cortile di una caserma della polizia vicino a Roma, in attesa della partenza per l'Etiopia. Ad annunciare la novità è stato il sottosegretario agli Esteri con delega per l'Africa e il Medio Oriente, Alfredo Mantica, il quale incontrerà domani alla Farnesina il primo ministro etiope Meles Zenawi, in visita ufficiale fino a venerdì, per discutere i dettagli finali del trasporto. «Tutti i problemi sono superati», assicura Mantica. E aggiunge che il progetto per il viaggio di ritorno della stele, 150 tonnellate di pietra basaltica, messo a punto dai tecnici del Provveditorato alle opere pubbliche del Lazio, è pronto e definito. «Non credo che ce la faremo prima di Natale, ma sicuramente tra gennaio e febbraio potremo effettuare il primo volo per il trasporto dei tronconi dell'obelisco», conferma il professor Giorgio Croci, che ha guidato l'equipe impegnata nello smontaggio ed è incaricato del rimontaggio della stele ad Axum. Insomma sembrano davvero risolti tutti i problemi che finora ne avevano impedito la partenza, prevista nel marzo scorso. Tra i motivi del ritardo: le condizioni dell'aeroporto di Axum, il problema dei monsoni, la difficoltà di trovare l'aereo adatto, in grado di sollevare oltre 50 tonnellate di peso. «Il più adatto sarebbe il Galaxy - avevano fatto sapere al ministero degli Esteri- ma i vettori di questo tipo, in dotazione alle forze armate americane, sono tutti impegnati in Iraq». Ma, soprattutto, c'era il problema della mancanza di soldi, dato che dal milione e mezzo di euro preventivato nel 2002, la cifra era poi lievitata fino a 10 milioni. E, infine, quello dell'aeroporto di Axum. Costruito cinque anni fa in previsione del ritorno del monumento, non avrebbe retto un peso superiore alle 55 tonnellate. E poiché si trova a 2300 metri sul livello del mare e la rarefazione dell'aria a questa altitudine obbliga gli aerei ad atterrare più velocemente, c'erano dubbi sulla lunghezza della pista. Bisognava verificare con esattezza il rapporto tra peso, lunghezza della pista, altitudine e velocità di attcrraggio. I risultati di questo rapporto non erano del tutto rassicuranti. Tanto più che non si tratta di un unico atterraggio, ma di almeno quattro voli consecutivi. «Dobbiamo effettuare un volo per ogni blocco dell'obelisco - specifica Croci- più un volo per le attrezzature. Bisogna infatti portarsi dietro anche le gru per tirare giù i blocchi dall'aereo, i carrelli speciali, i camion per il trasloco dall'aeroporto alla città di Axum. Aspettiamo comunque il primo volo per mettere a punto una serie di dettagli tecnici». E aggiunge che in ogni caso questi sono facilmente risolvibili rispetto alla parte più complessa, quella che riguardava i problemi burocratici e finanziari. Mantica tiene a precisare che non si tratta di una «restituzione», bensì di «un contributo all'identità nazionale del popolo etiope, per il quale la stele è il monumento per eccellenza». 10 MILIONI il costo dell'intera operazione per restituire l'obelisco. Solo per il trasporto in Etiopia sono necessari 5 milioni. 200 TONNELLATE il peso dell'intera stele. Il primo troncone pesa circa 48 tonnellate, il secondo 65 e il terzo, il più pesante, 87. 57 ANNI trascorsi dalla firma del trattato di pace con l'Etiopia in cui era prevista la restituzione. L'obelisco è stato smontato nel novembre del 2003