Ha sempre il Veneto e Venezia nel cuore, anche da nuovo ministro dei Beni Culturali e così Giancarlo Galan già insediato negli uffici di Via del Collegio Romano ha già aperto il «dossier» dei problemi della cultura in laguna, lanciando subito il suo «grido di dolore» contro le maxi-pubblicità che la deturpano. Pronto a battersi per la loro eliminazione. «Non è possibile andare avanti così afferma Galan . Venezia, ma gli stessi visitatori che vengono per ammirarla, non meritano questo spettacolo. Passare per il Canal Grande e vedere questa sfilata di pubblicità provoca un senso di scoramento. E' assolutamente necessario agire perché le maxipubblicità progressivamente spariscano e i monumenti tornino al loro aspetto. Sono convinto che i cartelloni pubblicitari abbiano ormai un effetto negativo per le stesse aziende che vi compaiono e che si vedono associate alle polemiche per il degrado dell'immagine di Venezia che provocano». «Basta maxi affissioni a Venezia» Galan: metodi alternativi per trovare i fondi necessari alla cultura. Le risorse per Ie Grandi Gallerie dell'Accademia non sono mai state spese e giacciono all'Economia. Cercherò di sbloccarle Ministro Galan, diversi monumenti veneziani in restauro, a cominciare da quelli dell'area marciane sono ormai «segnati» dalle maxipubblicità sui ponteggi e le polemiche sull'impatto sull'immagine della città non si spengono. Qual è il suo giudizio? «Che bisogna fare qualcosa, perché non è possibile andare avanti cosi. Venezia, ma gli stessi visitatori che vengono per ammirarla, non meritano questo spettacolo. Passare per il Canal Grande e vedere questa sfilata di pubblicità provoca un senso di scoramento. E' assolutamente necessario agire perché le maxi- pubblicità progressivamente spariscano e i monumenti tornino al loro aspetto. Sono convinto che i cartelloni pubblicitari abbiano ormai un effetto negativo per le stesse aziende che vi compaiono e che si vedono associate alle polemiche per il degrado dell'immagine di Venezia che provocano». Il sindaco Giorgio Orsoni e lo stesso soprintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia Renata Codello ripetono sempre che ne farebbero volentieri a meno, ma che i fondi che portano le maxipubblicità sono indispensabili per il restauro di quei monumenti. «E infatti non si tratta di criticare sindaco e soprintendente che si trovano ad affrontare problemi reali, legati alla mancanza dei fondi per i restauri da parte del mio stesso ministero, che conosco bene. Il punto è trovare nuove forme di coinvolgimento di imprese e sponsor negli interventi che non risultino così impattanti. Sono convinto che sia possibile e sono pronto a dare tutto il mio appoggio alla città in questa direzione». A proposito di restauri e di carenze di fondi, è ormai un caso quello del cantiere delle Grandi Gallerie dell'Accademia. I lavori dovevano finire in teoria nel 2007, è saltata la già annunciata inaugurazione di giugno - in occasione della Biennale - e nessuno si sbilancia più a dire quando quei lavori finiranno. «Per quel cantiere c'è innanzitutto un problema di fondi per completare i lavori che sono stati in parte ritirati perché non spesi nei tempi previsti. Ora i fondi sono al Ministero dell'Economia. Cercherò di sbloccarli perché tornino a Venezia. L'imperativo è terminare al più presto i lavori e aprire le Grandi Gallerie nel giro di sei mesi. E' un impegno che prendo, sentiti anche soprintendenti e direttore generale». E parlando di soprintendenti, non si può non chiederle se, come il suo predecessore, vuole riproporre Vittorio Sgarbi alla guida della soprintendenza del polo museale dopo la doppia bocciatura della sua nomina da parte della Corte dei Conti. Lo farà? «Ho sempre avuto grande rispetto, da presidente della Regione, dei pronunciamenti della Corte dei Conti, favorevoli o sfavorevoli che mi fossero. Detto questo, è stato aperto un nuovo bando per la soprintendenza del polo museale, al termine del quale il ministro valuterà le candidature e farà le sue scelte. In questo momento, pertanto, preferisco astenermi da ogni giudizio, per non urtare la suscettibilità di qualcuno». Tra pochi mesi scadrà l'attuale Consiglio della Biennale con il presidente Paolo Baratta, che ha svolto un grande lavoro durante il suo mandato. Pensa di riconfermarlo? «Il presidente Baratta ha fatto un ottimo lavoro alla guida della Biennale e la mia stima per lui dura da tempo. Ma ha fatto un lavoro eccellente come direttore della Mostra del Cinema anche Marco Muller. E' troppo presto, però, per parlare di eventuali riconferme. Lasciamo che presidente, direttore e Consiglio di amministrazione concludano nel modo migliore il loro lavoro, e poi farò le mie valutazioni». C'è grande preoccupazione a Venezia anche per l'andamento della realizzazione del nuovo Palazzo del Cinema, che procede a rilento e con problemi continui per i lavori e i finanziamenti. Come vede la situazione? «Ho partecipato, da presidente della Regione, alla posa della prima pietra del nuovo Palazzo del Cinema e la sua rapida realizzazione è un'altra delle priorità assolute per Venezia e per la Mostra del Cinema, a cui abbiamo il dovere di dare una risposta. Mi impegnerò a fondo, da ministro, per questo obiettivo mettendomi subito in contatto con il commissario al nuovo Palazzo del Cinema Vincenzo Spaziante per capire insieme i problemi e trovare le possibili soluzioni». Poi c'è la Fenice. «Non è sopportabile che la Fenice venga posta nelle condizioni in cui si ritrovava prima del ripristino del fus, fondo unico per lo spettacolo. Questo teatro è un orgoglio per Venezia e per il Veneto, come l'Arena di Verona, e va chiesta una razionalizzazione e l'eliminazione di privilegi oggi inaccettabili, senza però far venir meno le risorse necessarie perché il teatro vada avanti». C'è chi dice che due teatri lirici per una regione sono troppi. «Non sono assolutamente d'accordo, Fenice e Arena hanno storie, caratteristiche e pubblici diversi e entrambi importanti. Devono collaborare su produzioni e scenografie, questo si, ma lo avevo già chiesto da presidente della Regione e dovranno farlo tra loro tutte le fondazioni liriche, per ridurre i costi». E il Festival di Roma? «Non ho mai chiesto di abolirlo, ho solo detto che il Ministero sosterrà la Mostra di Venezia, e così sarà».
VENEZIA - Via i maxi-cartelloni da Venezia Galan: sono una vergogna, i turisti non meritano questo spettacolo
Giancarlo Galan, nuovo ministro dei Beni Culturali, ha lanciato un grido di dolore contro le maxi-pubblicità che deturpano la città di Venezia. Ha affermato che non è possibile andare avanti così e che è necessario agire per eliminare le maxi-pubblicità e restituire i monumenti al loro aspetto originale. Il ministro ha anche affermato che i cartelloni pubblicitari hanno un effetto negativo per le stesse aziende che vi compaiono e che si vedono associate alle polemiche per il degrado dell'immagine di Venezia.
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