Dal 2005 la Galleria potrà finalmente occupare tutti i suoi spazi: Il trasloco del circolo ufficiali completato per il giugno del 2005 ma mancano ancora i fondi necessari per le opere aggiuntive Il museo potrà finalmente esporre tutte le sue opere. La Galleria nazionale d'Arte antica prende e raddoppia. Il conto alla rovescia per riappropriarsi di tutti i suoi (splendidi) spazi è cominciato. «Se entro la fine dell'anno arriveranno i finanziamenti per concludere i lavori della nuova sede del Circolo Ufficiali - spiega Luciano Marchetti, soprintendente ai Beni ambientali e architettonici di Roma, nonché direttore generale per il Lazio dei Beni culturali - nell'estate del 2005 Palazzo Barberini sarà di nuovo libero». Ciò significa che saranno finalmente esposte in modo permanente tutte le collezioni della Galleria nazionale d'Arte antica, «un percorso che copre un lungo periodo della storia dell'arte, dalla fine dei Medioevo fino al Settecento», dice Claudio Strinati, soprintendente speciale al Polo museale di Roma, e che «alcune sale potranno essere utilizzate per le mostre temporanee, altre ancora per le attività culturali», II gioiello architettonico appartenuto dapprima agli Sforza e poi ampliato e arricchito, per la nobile famiglia dei Barberini, dai più grandi talenti del Seicento, come Maderno, Bernini Borromini e Pietro da Cortona, dunque, si prepara ad ospitare l'intera collezione della Galleria nazionale d'Arte antica, che finora non aveva potuto esporre centinaia di opere rimaste fuori per mancanza di spazio. «Nel momento in cui il Circolo Ufficiali si sarà trasferito nella nuova sede saranno a mano a mano aperte tutte le Sale del Palazzo ed entro uno-due anni il restauro e l'allestimento saranno completati». La scelta della nuova sede per il Circolo Ufficiali, che si trasferirà nella Palazzina Savorgnan di Brazzà, risale al 1997. Due anni dopo sono iniziati i lavori. «C'è un finanziamento di Roma Capitale, il progetto è stato appaltato - ricorda l'ingegner Marchetti -Per ora ci stiamo occupando della Palazzina Savorgnan, non posso dare una data certa per la fine dei lavori, ma se i finanziamenti arriveranno entro l'anno a giugno 2005 avremo il nuovo Palazzo Barberini». Si seguono due direttrici: da una parte sistemare i futuri locali del Circolo Ufficiali (che occupa una parte di Palazzo Barberini dal 1937, quando fu inaugurato con un gran ballo, principi e diplomatici...); dall'altra intervenire nell'allestimento del museo, cioè restauro e decorazione di Palazzo Barberini. «La parte lasciata libera dal Circolo Ufficiali sarà quasi interamente utilizzata dalle collezioni della Galleria nazionale d'Arte antica. Rimarrà sempre una sala di rappresentanza, ma la parte museale (pinacoteca ecc.) raddoppia. Verranno recuperati ambienti di grande prestigio che andranno restaurati e che hanno una valenza storica e artistica tale da meritare la visita del pubblico senza la necessità di sistemarci dei quadri. Sono una decina le sale, tutte da riscoprire». E naturalmente Palazzo Barberini ospiterà anche un bookshop, una caffetteria, un ristorante. «Il problema è avere il resto dei finanziamenti per completare i lavori della Palazzina Savorgnan - ricorda Marchetti -: abbiamo chiesto un incremento dei finanziamenti per le misure di sicurezza, visti i tempi che corrono. Nell'ambito della Legge per Roma Capitale vorremmo utilizzare i ribassi d'asta. Il finanziamento iniziale per l'appalto era di circa 5 milioni di euro, mentre ora, dato che c'erano 700 mila euro di ribassi d'asta, abbiamo chiesto di utilizzare 500mila euro per le opere aggiuntive». Della programmazione di Palazzo Barberini ce ne parla il soprintendente Strinati, che proprio in questo periodo sta ultimando il programma generale di quello che sarà il riallestimento della Galleria. «Sarà un riallestimento globale - dice -. In base agli accordi che ormai risalgono al 1997 come Museo noi prendiamo possesso dell'intero Palazzo Barberini. Questo significa articolare il percorso completo della Galleria nazionale d'Arte antica: cioè esporre tutto il materiale del quale disponiamo, dalla fine del Medioevo fino alla fine del Settecento. La finalità del Palazzo Barberini, in fondo, è quella di illustrare attraverso opere delle varie scuole e tradizioni tutti i momenti storici che oggi sono poco presenti nella Galleria aperta al pubblico. Centinaia di opere che oggi non sono esposte presto lo saranno, opere di maestri importanti della storia dell'arte italiana, magari non famosi al grande pubblico come Pietro da Cortona o i maestri del manierismo romano, però importanti. E poi dovremmo avere, attraverso la ricostruzione del nostro tragitto, zone del Palazzo da utilizzare per le esposizioni temporanee (questo è proprio un punto sul quale stiamo lavorando); aree per le attività culturali (mostre, conferenze, proiezioni di film). Lo scopo è creare una galleria multifunzionale». Esposizioni permanenti, mostre temporanee e attività culturali. Questo sarà il futuro Palazzo Barberini, dunque, che da giugno in poi aprirà le sue sale restaurate. Ma nel frattempo resterà sempre in funzione. Fino ad allora ci si può consolare - si fa per dire -con le opere del Perugino, di Raffaello o di Andrea del Sarto.