Bufardeci: «La classe politica trovi subito una soluzione». Marziano: «Confronto possibile» Un altro fronte di scontro si aperto: la questione portuale. E la politica non riesce a trovare un punto di sintesi tra le tesi contrapposte per il superamento dello scontro e la ripresa del processo di sviluppo interrotto. È stata la presa di posizione del direttore regionale dei Beni culturali, Gesualdo Campo, che ha riaperto la questione dei porti turistici. Campo ha ordinato alla Soprintendenza di revocare i pareri a suo tempo resi in conferenza dei servizi per le opere a terra in progetto. E la Soprintendenza ha revocato quei pareri. Con una particolarità: per il Marina di Archimede le procedure autorizzative, iniziate una ventina d'anni fa, sono state concluse da quattro anni. E i lavori sono già in avanzata fase di esecuzione. Ora non c'è dubbio che la società Marina di Archimede (gruppo Antica acqua marcia) impugnerà il provvedimento della Soprintendenza in sede legale. Ma prima della impugnativa devono trascorrere 30 giorni per osservazioni e controdeduzioni. Altri 90 ne devono trascorrere dopo, per l'adozione del provvedimento da impugnare. Sarà poi inevitabile l'appello della parte soccombente. Ci vorranno altri anni. E intanto il Porto Grande rimane un cantiere eterno. Meno pessimista il deputato regionale del Partito democratico Bruno Marziano: «Già in sede di controdeduzioni - afferma - si può avviare un confronto fra la società e il direttore Campo e trovare la soluzione. Magari attraverso una modifica, ancora possibile, al progetto al progetto della struttura ricettiva. «A giudizio di Campo - sostiene Marziano - quella in progetto è una struttura alberghiera. Invece la legge Burlando sui porti turistici prevede strutture ricettive a servizio degli scali. Si tratta di confrontare le tesi contrapposte e trovare una soluzione possibile». Di tutt'altro avviso è invece il deputato Titti Bufardeci (Forza del Sud): «È ovvio - afferma - che il privato imprenditore ha il diritto di difendersi in tutte le sedi possibili. Ma è pure evidente che la classe politica dirigente dev'esser capace di trovare soluzioni senza lasciar trascorrere un tempo che brucerebbe il processo di sviluppo avviato per il porto. A parte il fatto che l'intervento del direttore Campo è manifestamente illegittimo». 29032011