Con una nota indirizzata al sindaco Carini, il consigliere di Sinistra e Libertà, Lillo Gesone, chiede chiarimenti sulla chiusura prolungata del reparto archeologico del complesso San Pietro. Gesone chiede di sapere quali sono stati i motivi che hanno portato alla chiusura da circa due anni dell'ala archeologica mentre continuano a giacere lì gli oggetti di fabbricazione lilibetana in gran parte costituiti da vasellame d'uso comune, brocche, anforette e coppette: tutti materiali prima esposti nelle tre sale, che abbracciano un arco di tempo che va tra il IV secolo a.C. ed il II secolo d.C. Gesone chiede anche di sapere «a chi è stato dato l'incarico di riordinare e riaprire l'ala del complesso e chiarimenti sull'acquisto delle vetrine espositive, non decorose per ospitare gli oggetti di grande valore che sono presenti al museo. Urne funerarie fenicie poggiate su tavolozze di legno nel pavimento, epigrafi romane all'ingresso dei bagni e altri reperti ormai pieni di polvere posati in scatoloni». Una situazione negativa soprattutto ora che che la stagione estiva è alle porte, con l'aumento dell'afflusso turistico; è per questo che il primo cittadino viene invitato a rimediare a questo stato di cose - deciso tempo fa per rifare la catalogazione di tutti i reperti - e a prendere dei provvedimenti urgenti «per mettere fine allo stato di abbandono della parte museale di San Pietro, da sempre meta di curiosi e appassionati di storia». J. c. 29032011