«È il tripudio del cemento armato e della speculazione edilizia che dà le spalle alla città e chiude ogni sbocco al centro storico. Sono qui come cittadina per rendermi conto dello scempio, ma anche per garantire il mio impegno, istituzionale, politico e morale». Anna Ferrazzano, candidata a sindaco alle prossime amministrative, conferma il suo «no» al Crescent - il complesso a mezzaluna del progettista catalano Ricardo Bofill - partecipando all'iniziativa di sensibilizzazione promossa, ieri, dal comitato «No Crescent», da Legambiente e dall'associazione Italia nostra sulla spiaggia di Santa Teresa, dove è prevista la realizzazione dell'opera. Una struttura semicircolare, alta 28 metri ed estesa 300 metri, denominata «Crescent», che delimiterà quella che sarà la piazza più grande d'Europa, piazza della Libertà, con i suoi 27mila e 500 metri di estensione, da realizzare nella storica area di Santa Teresa. Qui un gruppo di cittadini e ambientalisti, armati di manifesti e striscioni, si sono riuniti, ieri, per ribadire le ragioni del «no» alla realizzazione del complesso, il «megacondominio», come lo definiscono, che «sottrae spazio pubblico deturpando irrimediabilmente il paesaggio». La mezzaluna di Bofill continua ad alimentare polemiche sia per «il pesante impatto ambientale» che per la presunta speculazione edilizia che potrebbe derivare dalla sua costruzione. La struttura, spiegano i manifestanti, dovrebbe essere finanziata dai privati e la maggior parte dell'edificio sarà, quindi, destinato ad abitazioni private, con conseguente sottrazione della fruizione pubblica dell'area. Annunciate altre iniziative di sensibilizzazione, come quella di ieri, da replicare nelle domeniche di primavera, come precisa il presidente del comitato Pierluigi Moreno, per informare e tenere alta l'attenzione su quello che definiscono «uno scempio già attuato». Intanto, continua la raccolta firme, sottoscritta, ad oggi, da 3000 cittadini, e si moltiplicano le adesioni sulle pagine, dedicate all'argomento, pubblicate del social network Facebook. «Quest'area - sottolinea il presidente del comitato - doveva essere destinata ad una fruizione pubblica, come del resto lo è sempre stata. E, invece, ci troviamo di fronte ad una speculazione edilizia che danneggerà in modo irreversibile il paesaggio, modificando in maniera sostanziale il volto stesso della città». «Continueremo - aggiunge - a sensibilizzare la cittadinanza con iniziative come quella di oggi, da replicare ogni domenica di primavera, per informare e far capire ai cittadini che cosa comporterà la realizzazione di questo enorme complesso».