Con oltre 9mila visitatori nella sola giornata di ieri, la residenza presidenziale di Villa Rosebery, aperta in via eccezionale per le giornate di primavera del Fai, ha registrato il boom di turisti al punto che la presidentessa regionale del Fondo ambiente italiano, Maria Rosaria de Divitiis, si augura che il Quirinale sposi l'idea di istituzionalizzare l'apertura come appuntamento annuale. «Il presidente Napolitano ha dimostrato grande sensibilità nell'aprire le porte di Villa Rosebery al Fai, e quindi a tutti i napoletani - spiega la de Divitiis - ma voglio appellarmi alla sua generosità per trasformare quest'apertura straordinaria in un appuntamento annuale, da inserire nelle prossime giornate di primavera». File di turisti, già dal primo mattino nonostante la variazione delle lancette per l'ora legale, hanno atteso pazientemente la navetta che da capo Posillipo li avrebbe poi condotti in via Ferdinando Russo. Ma Villa Rosebery non è stata l'unica sopresa di questo weekend dedicato all'arte, al paesaggio e ai monumenti poco noti o non visitabili durante il resto dell'anno. «Abbiamo messo in luce grandi tesori nell'area vesuviana che ha bisogno di una profonda opera di tutela e valorizzazione dei suo beni culturali e nel Salernitano», continua Maria Grazia de Divitiis che proprio da Maiori, in provincia di Salerno, ha partecipato alla diretta Rai per mostrare a tutti gli italiani la bellissima Abbazia di Santa Maria de' Olearia a Capo d'Orso. «È un luogo di una bellezza mozzafiato che, putroppo, non è mai aperto durante il resto dell'anno - continua la presidente regionale Fai - io spero che l'impegno delle istituzioni sia massimo per non privare i cittadini della fruizione di un bene così importante». Ma le vere sorprese vengono dalla zona vesuviana: dagli scavi condotti da ricercatori giapponesi a Somma Vesuviana nella Villa Augustea, dal Castello mediceo di Ottaviano in cui i visitatori del Fai si sono incrociati con quelli del Premio Napoli per incontrare lo scrittore Bruno Arpaia, nell'ambito del progetto «Che vi faccio qui?» e da Pollena Trocchia che ha aperto le porte del suo centro storico, del Palazzo Pistolese, della Villa Caracciolo, Villa Gala Trinchera, Villa Ruoppolo e del sito archeologico. E sempre a Pollena Trocchia è stato possibile visitare la tomba di Gaetano Donizetti. «In occasione del centenario dell'apposizione della lapide, il prossimo 17 e 18 giugno - annuncia la de Divitiis - organizzareremo un concerto con l'orchestra e il coro del Teatro di San Carlo per ricordare questo grande compositore». Tra i prossimi appuntamenti del Fai c'è anche una visita al museo dell'acqua dell'Arin al Vallone dello Scudillo (8 aprile), al Museo del Mare presso l'Ipia Duca degli Abruzzi di Bagnoli (30 aprile), al circolo Posillipo (10 maggio) per una serata musicale con Massimo Lo Iacono, una visita alla Reggia di Portici (14 maggio). Tappe consultabili sul sito www.fondoambiente.it. E, parlando, di ville vesuviane la presidente de Divitiis non può non lanciare un allarme per l'incuria e lo stato di abbandono in cui molte si trovano: «Il crollo di Villa Lancellotti è un chiaro grido di allarme ma, putroppo, specialmente qui al Sud resiste molto la cultura della «roba», descritta bene nelle novelle di Giovanni Verga. Lancio perciò un appello a qui proprietari che hanno ereditato beni monumentali di cui non riescono ad occuparsi: affidateli al Fai, provvederemo noi a restaurarli e a farli rivivere». Infine un ringraziamento ai tanti studenti che si sono improvvisati Ciceroni d'arte: «Tutte le scolaresche coinvolte hanno dimostrato grande entusiasmo, ecco perché ho deciso di aprire il Fai ai giovani prevedendo un delegato giovanile per ogni provincia della Campania».