La lezione magistrale di David Chipperfield Il corso guidato da Mimmo Jodice La foto più bella è quella che ritrae Mimmo Jodice con le mani incrociate dietro la schiena mentre cammina nel centro antico, nella zona dei presepi di San Gregorio Armeno. Ripensa alla tradizione senza la fotocamera in mano. Ed è così, con strumenti nuovi e diversi, che hanno cercato di "leggere" la vecchia Napoli gli studenti del master di secondo livello "Progettazione di eccellenza per la città storica" della facoltà di Architettura della Federico II. Un corso che forma 20 architetti ogni anno, grazie a un accordo di programma sottoscritto da Miur, Regione Campania, Afm e Acen, e che ieri si è concluso (mentre si aprirà a giorni la terza edizione) in bellezza con una mostra, un convegno organizzato dallAssociazione di Formazione Manageriale (Afm) dellAnce e una lectio magistralis di sir David Chipperfield, uno dei leader della progettazione architettonica nel mondo nel Teatro di Corte di Palazzo Reale, che ha illustrato uno dei suoi più recenti progetti, quello del Neues Museum di Berlino. In mostra, nella Sala Dorica, ci sono fino al 10 aprile (tutti i giorni escluso il mercoledì dalle 9 alle 18) ventiquattro fotografie su alluminio, scattate dagli allievi del corso "Laboratorio arti visive" tenuto da Jodice, con il supporto di Federica Cerami. La foto che ritrae lartista documenta il tentativo di spiegare il punto di vista del grande fotografo di fronte a un patrimonio culturale e monumentale tanto importante quale è quello di Napoli. Gli allievi erano partiti, come ha preannunciato il coordinatore del master Benedetto Gravagnuolo citando le parole di Jodice, «con lidea di documentare le architetture e gli spazi urbani di grande rilevanza storica e prestigio architettonico. E invece si è poi deciso di far vedere la città offesa, oltraggiata». Oltre alle immagini sono esposti plastici, disegni, modelli dei progetti realizzati dai corsisti su tre aree del centro antico: largo Avellino, vico Maffei e lantico Foro che nellOttocento fu occupato dalle cinque palazzine di Melisurgo che ospitano tuttora il Primo Policlinico, dove il Piano di Gestione comunale ha previsto un Parco archeologico. «Abbiamo pensato alla parte attuativa, non si tratta di mere esercitazioni accademiche, anzi - spiega Gravagnuolo - abbiamo tenuto presenti tutti gli strumenti urbanistici e quelli previsti dagli enti locali per il Grande Programma per il Centro Storico di Napoli Patrimonio Unesco. Lavori che sono a disposizione anche del prossimo sindaco che sarà eletto». In largo Avellino, dove ha sede la Fondazione di arte contemporanea di Maurizio Morra Greco, la proposta degli allievi del master è di inserire un Centro Universitario per le Arti Visive. In vico Maffei, dove ora ha trovato posto il Forum delle Culture, i progetti dei giovani parlano di social housing per le residenze di studenti. Presenti al convegno il soprintendente Stefano Gizzi, il presidente Acen Rudy Girardi, il presidente Uin Paolo Graziano, il preside di Architettura Claudio Claudi, il leader di Afm Edilizia Ambrogio Prezioso e il rettore Massimo Marrelli, lassessore comunale Pasquale Belfiore e il presidente Ance Paolo Buzzetti.