Sono dispiaciuta per la situazione. E difficile da risolvere, ma indietro non torno e non capisco la loro insistenza Giovanna Incisa Cattaneo, presidente della Fondazione Torino Musei, è davvero così difficile riuscire a trovare un accordo sulle domeniche? «Sono veramente dispiaciuta per questa situazione che è molto difficile da risolvere: io non torno indietro e davvero non capisco la loro insistenza. La mia non è arroganza, non voglio esacerbare gli animi, ma quando hanno firmato il contratto sapevano che avrebbero dovuto lavorare tutte le domeniche, mi pare di essere stata sempre disponibile con loro. Per noi la domenica è il giorno più importante: le visite raddoppiano. E anche per questo che hanno scelto di scioperare proprio oggi». I custodi sinora hanno lavorato solamente a turni di due domeniche al mese, ora lei che cosa chiede? «Questo era un accordo temporaneo a loro molto favorevole, ma sapevano che non era definitivo. Ora le esigenze sono cambiate, abbiamo più musei e meno finanziamenti. Perciò ho chiesto loro di lavorare tre domeniche, lasciando la quarta di riposo. Vorrei davvero poter trovare unaltra soluzione...». La soluzione per i sindacati sarebbe assumere dieci persone: proprio non è possibile? «Io devo chiudere i bilanci in pareggio. Finora abbiamo fatto sacrifici, ma non posso più assumere nessuno». Però lei si è rivolta a una cooperativa esterna per alcuni servizi di guardiania, perché? «Si tratta di coprire lesigenza di questo periodo, ma solo per alcune mostre temporanee. Se ne devono fare una ragione. Non mi diverte vedere il loro disagio, ma qualsiasi altra soluzione sarebbe peggiore». Ad esempio? «Chiudere parti dei musei, o un piano per volta, ma i cittadini non sarebbero contenti. I musei devono vivere, e fare ricerca. Non si può evitare di restaurare, di fare conservazione e mostrare opere. E un lavoro sotterraneo non visibile, ma che purtroppo ha un costo molto elevato».