Ore di fila per visitare la residenza presidenziale. E il traffico va in tilt Grande partecipazione alla XIX Giornata del Fondo ambiente italiano Lingresso era previsto fino alle 13 è stato prolungato per la folla fino alle 14 Diecimila. Un pellegrinaggio di ore sotto il sole di una bella mattinata e qualche difficoltà in risalita (bus e taxi paralizzati nel traffico) per lequivalente della popolazione di una piccola città. Il piazzale di Posillipo, le due curve in discesa, il cancello e il fascino di Villa Emma, e poi lingresso, in fila per due - una coda di oltre un chilometro e di qualche ora - per entrare a Villa Rosebery. La visita alla dimora napoletana dei presidenti della Repubblica è stata resa possibile dalla XIX Giornata di Primavera del Fai, Fondo ambiente italiano, che insieme al monumento di Posillipo ha permesso la visita ad altri siti poco conosciuti, come la chiesa di San Giovanni a Carbonara, il centro antico di Trocchia, il Museo degli ex voto del santuario della Madonna dellArco, la Villa Augustea di Somma Vesuviana, il Castello mediceo di Ottaviano, lAbbazia di Santa Maria de Olearia a Capo dOrso a Maiori. La popolarità del presidente Napolitano, il primo partenopeo dagli anni di Leone, ma anche la segretezza delle ville posillipine che è difficile violare hanno portato giù per il tornante di via Ferdinando Russo diecimila (il dato viene dal Quirinale, che ha contato ogni visitatore per motivi di sicurezza) aspiranti "presidenti per un giorno", anche se nel sito e negli inviti del Fai si parlava solo di iscritti effettivi o potenziali allassociazione che fa conoscere e sostiene il patrimonio architettonico e artistico dItalia. Lingresso era previsto fino alle 13, ma il servizio di sicurezza del Quirinale, trasferito a Napoli per loccasione, lha prolungato fino a dopo le 14 per consentire al maggior numero di persone di vedere Villa Rosebery. Qualcuno non ce lha fatta, ma davvero una simile partecipazione il Fai non se laspettava. «Ci chiedevano di salire ai piani superiori - spiega uno dei responsabili della sicurezza - dove ci sono le camere da letto. È stato spiacevole dire di no, ma, a parte il rispetto della privacy delle zone abitate, in molti luoghi non ci sono le condizioni richieste dalle normative sulla sicurezza». Come la doppia uscita o, come nel caso del porticciolo rimasto fuori dal percorso della visita con la Piccola Foresteria e la Casina Rurale, dove i muretti sono troppo bassi. La storia di Villa Rosebery comincia nel 1801, quando il conte austriaco Giuseppe de Thurn acquistò le terre di Capo Posillipo e fece costruire nella zona del Belvedere una casa con giardino. La tenuta cambiò volto con la principessa di Gerace e il figlio Agostino Serra di Terranova, ai quali fu ceduta da Thurn. I gemelli architetti Stefano e Luigi Gasse, che progettarono anche Palazzo San Giacomo e lOsservatorio astronomico di Capodimonte, diedero al complesso di Villa Rosebery lassetto che vediamo oggi. Vari passaggi di mano fino allex ministro britannico lord Rosebery che la donò nel 1932 allo Stato italiano. Dal 57 è sede delle vacanze presidenziali.