Palazzo Vecchio le ha accolte per cortesia istituzionale. I dubbi dellUrbanistica non sono vincolanti A sollevare perplessità è soprattutto il credito edilizio che permette di ricostruire fuori dal centro «E arrivato dopo il 12 marzo, cioè oltre il tempo massimo», fa sapere il Comune. E solo per una sorta di cortesia istituzionale, cioè per i buoni rapporti che intercorrono al momento tra il sindaco Renzi e il governatore Rossi, Palazzo Vecchio non ha risposto con un «irricevibile». Come tutte le «osservazioni», anche quella trasmessa dallassessore regionale Anna Marson non è vincolante. E il Comune non sembra avere in effetti molta intenzione di tenerne conto. Ma è comunque utile per capire cosa pensa la Regione del Piano che Renzi ama sempre presentare come il primo a «volumi zero». Perché a giudicare dalle considerazioni che spuntano qua e là tra i rilievi tecnici, lassessore Marson ha qualche moto di scetticismo. Anzitutto a proposito del cosiddetto meccanismo del credito edilizio. Palazzo Vecchio ha calcolato in 150.000 metri quadrati il totale interessato del meccanismo. Che è questo: chi possiede un capannone dismesso nellarea centrale della città può decidere di conferirlo al Comune con lobiettivo di lasciare spazio ad una piazza o ad un giardino. E in cambio il Comune acconsente al trasferimento in periferia delle stesse metrature. Anzi, come incentivo concede al privato la possibilità di aumentare la superficie del 10 per cento. Ma così si costruisce là dove non cera ancora niente: «Essendo trasferite in nuove aree rappresentano nuovo impegno di suolo e pertanto dovrà essere verificata e valutata la sostenibilità», rileva la Regione nel documento. Come dire, altro che «volumi zero». In più, si punta il dito contro i contenitori «di particolare valore» comè il caso del tribunale di piazza San Firenze. Che allindomani del trasferimento nel nuovo Palazzo di giustizia, al momento previsto a novembre, dovrà essere destinato a nuove funzioni. Quali? E qui che punta lindice dellassessore Marson: per questi edifici, che ammontano a 217.000 metri quadrati, «si ritiene che debbano essere definite strategie per la valorizzazione sia in termini funzionali che in rapporto allaccessibilità». La responsabile urbanistica della Regione rileva poi che «gli interventi di recupero con una superficie lorda inferiore a 2.000 metri quadrati non sono computati nel dimensionamento». Cioè nel conto della metrature. E Marson fa presente che «non risultano chiare le motivazioni di tale esclusione» perché in realtà il totale di questi interventi è una cifra di rispetto «e si ritiene necessario conteggiarla». Attenzione, avverte ancora la Regione: «Allinterno degli isolati urbani è necessario chiarire le modalità di impiego delle volumetrie, nonché le condizioni per interventi di completamento, sopraeleveazione o saturazione del tessuto insediativo». Manca cioè, dice la Marson, una indicazione delle condizioni di trasformabilità. La responsabile urbanistica chiede anche di riscrivere le norme sulla grande distribuzione per valutarne meglio la compatibilità con la dotazione infrastrutturale. Dallassessore regionale ai trasporti Luca Ceccobao si pone invece una domanda cruciale a proposito dellAlta velocità: «E necessario che il Comune verifichi se è di propria competenza prescrivere condizioni alla realizzazione del sottoattraversamento». La Regione, sembra di capire, rivendica un proprio ruolo nella trattativa in corso con lad di Ferrovie Moretti. (m.v.)