Se non in Puglia dove? Se non ora quando? La diffusione del fotovoltaico sui lastrici solari e sui tetti che la Regione Puglia sta promuovendo potrà arrivare a risultati concreti - evitando il consumo eccessivo del territorio che causa gravi danni al paesaggio ed allagricoltura - solo quando il rendimento del fotovoltaico sarà moltiplicato dalluso della concentrazione su base nanotecnologica, che elimina i problemi collegati al peso eccessivo degli impianti. Infatti la produttività dei pannelli attualmente in uso riesce a soddisfare lesigenza energetica di palazzi al massimo di tre piani. A questa concentrazione stanno lavorando importanti aziende (ad esempio la IBM USA), ma i risultati arriveranno fra qualche anno. Cè quindi da temere che si concluda prima la strana moratoria decisa dal governo italiano e riprenda la corsa suicida allo sperpero nucleare. Per fortuna è ormai dietro langolo leolico ad alta quota, basato sul fatto che ad 800 metri di altezza il vento ha una velocità media di 7,6 ms per 6.000 ore allanno, contro una media di 4,6 ms per 3.000 ore allanno rilevabile allaltezza di 80 metri su cui vengono collocati i tradizionali generatori eolici. Se poi si aggiunge che questo tipo di eolico comporta lutilizzazione di pochi metri quadrati di territorio, mentre la parte aerea è così lontana da essere invisibile da terra si può concludere che rinunciarvi sarebbe colpa grave. Ad evitarla puntano almeno due realizzazioni italiane: il Kite Gen versione Stem che raccoglie il vento utilizzando un aquilone ed il Twind che lo fa grazie a due palloni aerostatici. Sono gioielli della ricerca italiana, giunti ormai a livello di prototipo. Ma misteriosamente (o no?) non vanno oltre. Ed il tempo passa. Ebbene, perché non dare la spinta decisiva, ospitando i due prototipi in Puglia? Sarebbe un gesto coerente con il ruolo di eccellenza svolto dalla nostra regione nella diffusione delle energie rinnovabili. Lo si potrebbe fare utilizzando quei fondi europei che talvolta veniamo accusati di rispedire al mittente. I pochi metri quadrati di terreno necessari possono essere ricavati nelle zone occupate da due fra i parchi energetici dei quali è ormai disseminata la Puglia, fotovoltaici od eolici che siano, purché non si trovino lungo rotte riservate a linee aeree. Poi, una volta acquisiti i dati che forniranno i prototipi, si potrà estendere laccoppiamento a tutti i parchi energetici nelle condizioni dette, ottenendo, senza sottrarre ulteriormente del territorio al paesaggio ed allagricoltura, quella larga diffusione delle rinnovabili che è resa indispensabile dalla continua crescita del prezzo del petrolio. Prospettiva esaltante anche perché rende accettabile quella contrazione degli incentivi che oggi si vuole imporre in difesa di ben precisi interessi. Infatti leolico ad alta quota, rispetto ad uno di tipo tradizionale, offre un rendimento quattro volte superiore e richiede un costo dimpianto cinque volte inferiore. ingegnere
PUGLIA - EOLICO AD ALTA QUOTA SE NON ORA, QUANDO?
La Regione Puglia sta promuovendo la diffusione del fotovoltaico sui lastrici solari e sui tetti. Tuttavia, il rendimento attuale dei pannelli è limitato e non può soddisfare l'intera domanda energetica. Per superare questo ostacolo, si sta lavorando sulla concentrazione su base nanotecnologica, che potrebbe aumentare il rendimento del fotovoltaico. Tuttavia, i risultati potrebbero arrivare solo in futuro. In alternativa, si sta esplorando l'utilizzo di eolici ad alta quota, che potrebbero offrire un rendimento quattro volte superiore e richiedere un costo di impianto cinque volte inferiore.
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