Luomo che insozza le acque o pretende di appropriarsene e deturpa i mari con i relitti alla deriva della sua presunzione consumistica non sa che lacqua cera già da prima. Esisteva. E Dio la divise con il firmamento: 'Si raccolgano in un luogo solo le acque sotto il cielo e appaia lasciutto. ' E Dio chiamò Terra lasciutto e chiamò Mare le acque e vide che ciò era buono" Bambino, incontrando la Bibbia, mi colpì la preesistenza delle acque e quel divino chiamare Terra tutto quello che non era Mare. Lingenuità esegetica del catechista intuiva limportanza delle acque che si degnano di scoprire lasciutta terra. Alle prese, poi, con studi più umani, scoprii che il Mare si può chiamare Oceano e Pelago e, con mitologica metonimia, anche Poseidone. Nel mio armeggiare balneare con lAdriatico di casa mia, restai sempre intimidito dalla maestà del Mare: lo guardavo con rispetto. Del resto quello dove io facevo esitanti perlustrazioni con maschera e pinne era il crinale trasparente di divine profondità che avevano solcato Ulisse ed Enea in mitici vagabondaggi. Il Mare dei libri e dei miti ancora oggi non è mai estraneo alla mia percezione. Non mi riesce, infatti, di praticare svaghi puri e semplici o viaggi distratti. Sarà per questo timore reverenziale che non riesco a stabilire con il Mare cameratismi balneari e trovo impudenti i corredi di tintarelle e acrobazie di orribili acqua scooter. Per non parlare dei naufragi di carburanti. E, invece, dei carburanti dobbiamo parlare anche se il tema non lo assegna come argomento. Ma, prima, mi piace ubbidire alla traccia e parliamo di terra. Terra di casa mia, della mia città. Terra piccola, anche se non angusta, terra piena di alberi e ricordi, terra di gente saggiamente operosa, quella lingua di terra che si chiama, a Bari, corso Cavour. O come vogliono i baresi Càvur. Qui vogliono scavare, dissestare, sventrare per fare un parcheggio di ferraglie. Fermatevi o fermateli. Non ci basta lorrendo scempio di piazza Cesare Battisti? Laudato si, mi Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba. Canta sempre San Francesco. E, se lo ascoltassimo intenderemmo che loderebbe il Signore anche per i governanti saggi e protettori delle arti. Ma vè penuria di questi e abbondanza di furbi in giro, orchestratori di mascalzonate. Ed eccoci ai carburanti. Parlo della trovata del governo che, per rimediare alla indecente umiliazione inferta alla cultura di questo povero Paese con i tagli economici, escogita un modo vergognoso e infame di fare quello che altro non sarebbe che il suo dovere, cioè finanziare la cultura, larte e lo spettacolo: impone un ennesimo balzello sulla benzina. Come a dire: vedete, o italiani cosa vi tocca fare per mantenere un pugno di artisti scansafatiche e sostenere lagonia di una cosa inutile come la cultura? Vi tocca sborsare altri soldi su quella preziosa e tassatissima sostanza che è il carburante della vostra libera mobilità. La trovata è schifosa e non poteva che essere attizzata da uno che dice che la cultura non si mangia. Laudato sì mi Signore per quelli che ai furbi si opporranno e a piedi a teatro andranno. Beati loro se passeggiare per corso Cavour potranno fino a contemplare i flutti del mare pulito di chiare, fresche, dolci acque di tutti. Scusi, professoressa, ho un po copiato qui e là, ma solo per ispirarmi. Ora metto in bella e consegno.
PUGLIA - SALVARE TERRA E ACQUA ANCHE DA UN PARCHEGGIO
Un uomo riflette sulla sua relazione con il mare e sulla sua percezione della natura. Inizia descrivendo il mare come un luogo di maestà e reverenza, e come un luogo che è stato descritto nei libri e nei miti. Tuttavia, quando si reca in spiaggia, si sente intimidito dalle attività di svago e di intrattenimento che sono presenti, come le acque scooter e i carburanti. In seguito, si sposta sulla terra, descrivendo la sua città natale e la sua terra di origine, che è piena di alberi e ricordi. Tuttavia, si lamenta del fatto che la terra stia essere sfruttata e danneggiata per fare parcheggi e altre attività.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo