Lassessore ammette però che un salto di qualità culturale cè "La filosofia del recupero edilizio e della riqualificazione è condivisa" Ritardo? «Latto è stato inviato a Palazzo Vecchio l11 marzo» ribatte lassessore regionale Anna Marson. Un atto lungo ben 28 pagine di osservazioni. Non proprio una nota a piè di pagina. Cosa non va nel Piano a «volumi zero» di Renzi? «Limpostazione politica rappresenta un salto di qualità culturale rispetto al passato e la filosofia del recupero edilizio e della riqualificazione urbanistica è pienamente condivisa con la Regione. Ci sono però diversi passaggi tecnici da approfondire. A cominciare dalle edificazioni previste dal vecchio piano, che erano state bloccate fino alladozione del Piano». Si dovevano azzerare i volumi ereditati dalla giunta precedente? «Si poteva eccome, molti Comuni lo hanno fatto a cominciare da Montespertoli. La legge regionale prevede che le vecchie previsioni urbanistiche siano valutate una per una alla luce del quadro conoscitivo del nuovo Piano strutturale. E se non sono compatibili non vanno confermate. Eccetto, ovviamente, quelle che abbiano già ottenuto le concessioni edilizie». Forse per Marson il Piano di Renzi non è a «volumi zero»? «Ripeto, diversi contenuti non sono sufficientemente chiari e vanno perfezionati. Non sono state compiutamente quantificate le volumetrie ereditate dal vecchio piano. Visto che non cè valutazione, appaiono tutte di fatto confermate». Del resto «anche Castello non è riportato nel dimensionamento, anche se in questo caso è una previsione già convenzionata e rivederla comporterebbe costi assai elevati per il Comune». Quanto ai contenitori vuoti, aggiunge Marson, «non viene indicata la nuova destinazione e le norme regionali dicono che se si cambia la destinazione questi volumi devono entrare nel dimensionamento come se fossero "nuove costruzioni" perché possono richiedere standard urbanistici diversi». Sul credito edilizio, che libera spazi in centro e ricostruisce in periferia, lassessore dice: «Anche qui cè produzione di volumi, perché il Piano fiorentino prevede un premio volumetrico per chi accetta di spostare la struttura. In più non specifica nel dettaglio dove saranno costruiti ma indica solo la zona relativamente ampia in cui i nuovi volumi sono destinati ad atterrare». Se andassero lungo la tramvia? Per una volta ci sarebbe prima linfrastruttura e poi il cemento: «Questo avrebbe un senso. Andrà valutato nello specifico». Quanto ai supermercati «la Regione chiede che sia valutata la dotazione infrastrutturale e rispettato il regolamento regionale».