Lamministrazione inventa "Comune diffuso". Aperto dopo cena Verranno incrociate le attività del vecchio Urp e del centro Nautilus Lultimo successo narrativo sullo scaffale accanto allo sportello per ritirare il permesso ztl. Oppure il contrario. La carta di identità o liscrizione dei bambini ai centri estivi e la richiesta per un sostegno economico che finora si facevano allufficio unico adesso saranno disponibili anche in biblioteca. E soprattutto di sera, quasi fino a notte. Perché i tempi cambiano, la società ormai è liquida, frenetica, senza orari anche in provincia. Lo chiamano il «Comune diffuso», aperto anche nel dopo cena. E il progetto della giunta di Montelupo Fiorentino, 14 mila abitanti e un nuovo modo per integrare i servizi al cittadino e le offerte culturali. Ampliarli nonostante la crisi e i tagli di Tremonti. Da domani, i cittadini del Comune celebre per la produzione di ceramica potranno richiedere più o meno le stesse cose in due posti diversi. Il Comune ha deciso di incrociare le attività del vecchio Urp e del centro Nautilus, la biblioteca che è anche centro culturale, informagiovani e sportello lavoro. E proprio lì, per 4 volte alla settimana, si potrà presentare una pratica edilizia, ritirare un permesso per la ztl, fare uniscrizione allasilo nido o ritirare la carta di identità (ma non le certificazioni dellanagrafe) anche dalle 21,15 alle 23,45. Mentre lUrp vestirà anche i panni della bliblioteca, un posto dove ritirare best seller e film oltre che sbrigare faccende burocratiche. Lidea frullava nella testa dellassessore alla cultura di Montelupo già da tempo, «ma con la riduzione dei trasferimenti decisa dal governo in finanziaria, abbiamo dovuto anticipare i tempi - spiega Maurizio Cresci - ma la riorganizzazione degli uffici ci permette pure di risparmiare». Obbligato al blocco delle assunzioni, il Comune infatti ha perso due dipendenti proprio allufficio unico. Uno ha chiesto il trasferimento in un altro municipio e laltro si è spostato in biblioteca. «Sarebbe stato uno spreco non sfruttare le competenze di quel dipendente, che per altro ha trasferito le sue conoscenze al personale della biblioteca, facendoci risparmiare oltre 100mila euro». Lapertura serale è stata possibile anche grazie a monitoraggio sui flussi di accesso allufficio unico: «Da 13 anno è aperto a orario continuato dalle 7,30 alle 19,15, il 70 delle persone ci si rivolgeva di mattina». Ora per due giorni alla settimana rimarrà chiuso al pomeriggio, ma le stesse funzioni verranno ricoperte dalla biblioteca. Le trasformazioni, spiega Cresci, spesso sono solo adattamenti: «Il lavoro, le abitudini e i tempi della gente sono cambiati. Lamministrazione pubblica si deve adeguare. Anche estendendo i servizi in orari finora impensabili».