Architetti contro, Rossini accusa: Maniglio Calcagno era favorevole a sostituire le piante La Sistema Parcheggi pronta a fare ricorso contro il provvedimento di sequestro del cantiere Il sequestro del cantiere per il park dellAcquasola chiesto dalla procura che ipotizza violazioni di natura paesistica e ambientali, apre lennesimo capitolo giudiziario che potrebbe paralizzare liter per alcuni anni. Intanto, il pm Francesco Albini Cardona, che contesta negligenza e assenza di controlli da parte degli enti preposti, in particolare la soprintendenza, potrebbe presto notificare altri avvisi di garanzia. Giorgio Rossini, soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria si limita, per ora, ad un breve commento: «Il progetto era stato approvato negli anni 90 e io, nel 2005, ho solo visto il definitivo con unampia relazione botanica e paesistica della professoressa Annalisa Maniglio Calcagno favorevole alla sostituzione delle piante malate». Larchitetto Maniglio Calcagno, docente universitaria, esperta di giardini e paesaggio, aveva fatto parte di un pool di esperti, lOsservatorio per lAcquasola, voluto dal Comune per studiare il progetto del park. La sua amicizia con i soci di Italia Nostra (autori dellesposto che ha originato linchiesta penale) e le considerazioni del soprintendente accendono ulteriormente un dibattito già caldo. Sul fronte della Sistema Parcheggi, i dirigenti domani avranno un incontro con il loro legale Giovanni Scopesi. Possibile una richiesta di dissequestro al tribunale del riesame. Maria Teresa Gambino, presidente della società, è al momento lunica indagata. Due i reati contestati. Il primo è quello di abuso edilizio perché il pm, ipotizzando un vizio dorigine della concessione (deriva da atti di venti anni fa oggetto dindagine della tangentopoli genovese e per i quali vi fu una condanna definitiva per concussione) ritiene che il cantiere non abbia autorizzazione; il secondo è per violazioni al Codice dei Beni Culturali, per aver compromesso, con scavi e taglio degli alberi, lintegrità di un parco storico considerato "monumento vivente". Il sequestro è stato però concesso dal gip solo per questo secondo capo dimputazione. «La complessità di questa vicenda è ormai degna di un rebus - dice Maria Teresa Gambino - devo ancora leggere bene il decreto e discuterne con i nostri legali, poi vedremo il da farsi». «Sopporteremo tutto questo mobbing anche se ci siamo sempre mossi nella legalità- spiega invece Giuseppe Filimbaia, amministratore delegato della società - ma naturalmente ci difenderemo. Tra laltro, tutto questo accade proprio appena dopo la nostra richiesta al Comune di pagare gli oneri per il fermo cantiere (a febbraio il Comune aveva imposto uno stop al taglio degli alberi, ndr)».».