Boeri sfida Sala: un confronto sul no allorto globale Il centrodestra difende la modifica al piano previsto per Rho-Pero Il centrosinistra attacca: "Lidea va conservata" La questione delle aree dove sorgerà Expo 2015 va risolta al più presto, e in modo definitivo. A ricordare alle istituzioni locali che le scadenze incombono - se ce ne fosse anche bisogno - è stato ieri il viceministro alle Infrastrutture Roberto Castelli, con delega allExpo: «Mi sento di dire alle istituzioni di decidere molto in fretta, perché ormai i tempi sono limitati». Non si spinge il leghista Castelli a dire anche come si debba risolvere il nodo, anzi, taglia corto: «È un tema che riguarda gli enti locali, il governo è terzo». Il conto alla rovescia per il 19 aprile, il giorno in cui bisognerà presentarsi a Parigi al Bie con risposte concrete in mano, risente ora anche delle parole di Giuseppe Sala, lamministratore delegato di Expo che venerdì ha ridimensionato lorto globale previsto a Rho-Pero perché «lidea di una Expo eccessivamente verde non sfonda, da tutto il mondo ci arrivano sollecitazioni su tecnologia e ricerca». Non una parola, ieri, dal sindaco Moratti. Mentre in soccorso di Sala è arrivato il governatore Formigoni che, elogiandone il lavoro, ha detto: «Un aggiustamento non deve essere visto come un rinnegamento del progetto, ma come un ammodernamento e una aggiunta di attrattività al sistema». «Piena fiducia nellad Sala», sintetizza per la maggioranza il capogruppo Pdl in consiglio comunale Giulio Gallera. E accanto a lui si schiera lalleato ritrovato, lex assessore Edoardo Croci, che si tiene in equilibrio dicendo: «La società ha piena facoltà di rivedere il masterplan per migliorarlo» ma chiede che «eventuali modifiche siano rese pubbliche, che venga prevista la conservazione di un grande parco agroalimentare e che sia attivata subito la consulta ambientale». Un altro dei promotori dei referendum ambientali, il radicale Marco Cappato, alza il tiro: «La cancellazione dellorto globale si scontra con la richiesta referendaria. Eppure il sindaco aveva assicurato che avrebbe ascoltato i cittadini». Basilio Rizzo, il consigliere della Lista Fo, è caustico: «Abbiamo vinto Expo "acquistando i voti" degli altri Paesi, labbiamo imbellettato con una proposta di grande respiro ideale, e ora lo trasformiamo in una tradizionale fiera campionaria». È proprio sulla questione dellorto globale che si accende il botta e risposta tra Sala e il capolista del Pd alle Comunali Stefano Boeri, già membro della consulta degli architetti di Expo. Chiedendo allad un confronto pubblico, Boeri ha detto: «Sala spieghi le ragioni del cambio di prospettiva, è sconcertante lipotesi di una rinuncia allorto botanico planetario, è un mutamento di programma irresponsabile». Replica secco Sala: «Spiace contraddire Boeri, ma nelle 564 pagine del dossier di registrazione non è mai citata nemmeno una volta la definizione orto botanico, né tanto meno quella di orto planetario».