Alcune centinaia di operatori manifestano davanti alla Regione, cè anche Christillin. Fassino: settore su cui investire. Musy: meno dispersioni Contro i tagli ai fondi per la cultura, per una legge regionale sullo spettacolo, attesa da più di trentanni. Centinaia di persone chiamate a raccolta dal Comitato emergenza cultura - unite in un simbolico girotondo - ieri pomeriggio hanno manifestato di fronte al palazzo della Giunta regionale per protestare contro le continue sforbiciate di finanziamenti statali e per raccogliere firme di sostegno alle campagne in corso. «Questa - rimarca Maurizio Babuin, rappresentante dellassociazione scesa in piazza - è uniniziativa senza alcun colore politico. Lavremmo organizzata anche con una Giunta di diverso orientamento. I tagli si ripetono da anni e si sono moltiplicati dopo le Olimpiadi, superando ampiamente il 50 per della spesa. La situazione è pericolosa e grave. Attività storiche, soprattutto medie e piccole, rischiano di chiudere». Evelina Christillin, presidente di Agis e Teatro Stabile, sollecita «una legge regionale per lo spettacolo che manca dal 1978 e un tavolo operativo di governance fra i tre enti locali» E ricorda: «La cultura non è una cosa per pochi: dentro ci sono lavoro, welfare e formazione. In Piemonte dà impiego a 40mila persone, otto volte Mirafiori». La cultura è uno dei temi caldi a anche della campagna elettorale per le comunali. «In questi giorni - è il messaggio fatto arrivare al presidio da Piero Fassino - un primo risultato è stato ottenuto con il ripristino degli stanziamenti statali. Ma queste risorse potranno non essere adeguate per consentire lattività dei tanti soggetti che operano a Torino. Investire è una scelta strategica per contrastare la crisi, creare occupazione, migliorare la qualità della vita». Il competitor per il Nuovo Polo, Alberto Musy, appoggia la battaglia per i fondi. «Ma - aggiunge - devono essere gestiti al meglio: bisogna concentrare lo sforzo economico sul patrimonio culturale evitando dispersioni di danaro nei mille rivoli di eventi poco significativi».