Capannoni del capo segreteria del sindaco Giro: strutture riconducibili a Lucarelli L'altro giorno, in Senato, su un punto il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro è stato chiarissimo: «Parte delle strutture realizzate sia sul lato meridionale, di proprietà di Propaganda Fide, sia sull'opposto lato settentrionale per i quali la proprietà è suddivisa tra la società agricola immobiliare Riserva della Cecchina e la propaganda Fide, sono riconducibili al nominativo Lucarelli, che ha tra l'altro eseguito scavi non autorizzati di posa cavi nella fascia densa di tombe prossima al tracciato della via Nomentana». Della storia dei capannoni fantasma del capo segreteria del sindaco Alemanno, Antonio Lucarelli, il Corriere si è già occupato a gennaio: un giallo, nel quale gli immobili abusivi per i quali si chiede il condono in realtà non ci sono più. Distrutti per un incendio, disse lo stesso Lucarelli. E però per il sottosegretario Francesco Giro non risultano agli atti segnalazioni di incendi nel territorio del V Municipio. In quell'area, in corrispondenza di via Nomentana 1100, non sussistono vincoli monumentali, paesaggistici o archeologici». L'area, in realtà, è al confine tra quel territorio e il Quarto: ciò che a questo punto appare certo, in ogni caso, è che al civico 1101, gli scavi abusivi hanno portato al ritrovamento di tombe romane. Dovrebbero risalire al secondo e terzo secolo, come quelle già rinvenute nella zona. Certezze al riguardo, però, non ce ne sono: per appurare l'epoca e non solo, la sovrintendenza archeologica ha chiesto alla società responsabile di togliere l'alta tensione dal cavo abusivamente posato. La richiesta è della scorsa estate. Gli archeologi, da allora, aspettano. Il giallo dei capannoni abusivi è dunque arrivato in Senato grazie a un'interrogazione di Stefano Pedica dell'Italia dei Valori ai ministri dei Beni culturali e dell'Ambiente. Nel mare di domande depositate in Senato in attesa di risposta, il sottosegretario Francesco Giro, per sua stessa e ripetuta ammissione vicinissimo al sindaco Alemanno, nel giro di poche settimane ha risposto al quesito che tirava in ballo proprio il capo segreteria del Campidoglio. Lui, Lucarelli, a fine gennaio scrisse al Corriere per precisare che «le richieste di condono sono decadute e in ogni caso i capannoni venduti a metà 2006». Giro, però, come detto su questo punto è chiaro: conferma che almeno parte di quelle strutture sono «riconducibili al nominativo Lucarelli» e che «i capannoni risultano esistenti nel volo del 22 settembre 2006 ma non esistono più in quello successivo, nel luglio 2007». In Senato, l'altro pomeriggio, quando Giro finisce di parlare, Pedica chiede subito la parola: «Io ribadisco che, anche in riferimento al civico 1100 di via Nomentana, ancora oggi sussistono cinque istanze di condono edilizio a sanatoria di fabbricati abusivi, depositate presso l'ufficio del condono edilizio, nonostante gli stessi siano stati rimossi già dal 2007. Se vuole posso consegnarle, così può verificare. Noi vorremmo anche sapere: a quale titolo sono stati abbattuti questi fabbricati, oggetto di ben cinque domande di condono?». Pedica, a Giro, tra le altre cose propone di «andare sui terreni e interrogare direttamente il signor Lucarelli». Perché, per il senatore Idv, si tratta di «mettere la parola fine a una vicenda vergognosa, visto che si tratta di un territorio che viene deturpato». Di certo, tra migliaia di pratiche sequestrate dalla Procura e scandali in successione, anche l'ufficio condono di Roma, al momento, non gode di ottima salute.