Roma. Il nuovo ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan, ci dice di considerare con interesse le sollecitazioni indirizzategli ieri dalle colonne del Foglio. E di prendere "come un complimento involontario" il richiamo del responsabile Cultura del Pd, Matteo Orfini, alla cancellazione del condono sulle quote latte, che poteva essere l'alternativa alla nuova tassa sulla benzina come fonte di risorse per il Mibac, "visto che la battaglia che ho sostenuto contro quel condono ha contribuito al mio spostamento dall'Agricoltura alla Cultura. Partiamo da qui, dal fatto che la cultura italiana non è vissuta come centrale dal paese, dal sistema politico e mediatico, mentre lo è. La cultura deve ritrovare credibilità e chi ci lavora deve ritrovare l'orgoglio". Per questo, spiega Galan, "da ministro per i Beni e le attività culturali desidero che il governo nella sua interezza, non il potente ministro dell'Economia, possa decidere quando, se e come tagliare le risorse della cultura. Se ne deve discutere nel governo e nel Parlamento. Accolgo volentieri quello che mi sembra un invito al dialogo da parte di Orfini e gli dico che non saprei quali potrebbero essere le cose sulle quali dividersi aspramente. Da presidente della Regione Veneto ho avuto spesso dalla sinistra - non dovrei dirlo - il sostegno che mancava da parte di altri". Nel merito, "Orfini parla dei problemi legati all'utilizzo del personale, e della necessità di riempire certi vuoti spaventosi che si sono creati negli ultimi anni. Ecco, la prima cosa che mi ha sorpreso, a quarantotto ore dal mio arrivo al ministero, è di aver trovato trentotto incarichi ad interim nelle sovrintendenze". Giovedì Galan ha incontrato brevemente, uno per uno, "tutti i direttori generali. Ho ascoltato problemi e idee e farò presto la stessa cosa con i direttori regionali. Ma quei trentotto interim significano, per dirne una, che il sovrintendente di Parma è anche sovrintendente delle gallerie dell'Accademia di Venezia. Non va. Si tratta di storici dell'arte, di architetti, di archeologi, di intellettuali e ricercatori che custodiscono un immenso patrimonio, da tutelare anche attraverso attività di studio, e che a volte devono far fronte a tre incarichi". Galan parla poi degli enti lirici, "dove vanno combattuti certi sindacalismi assurdi di cui parlava ieri anche il Foglio, le famose indennità di frack [sic] e spada, e dove vorrei inaugurare un sistema di collaborazione. Da presidente del Veneto ho dato più soldi all'Arena di Verona e alla Fenice di Venezia, a patto che collaborassero. Perché, allora, un grande spettacolo della Scala non può andare al San Carlo e viceversa?". A proposito della politica dei commissariamenti e del ruolo dei privati, Galan ricorda l'esempio positivo "della Fenice, ricostruita in quattro anni grazie a un commissario straordinario. Nel campo della cultura, credo tuttavia iella funzione prioritaria dello stato. Credo che comuni, stato e privati debbano collaborare, e che l'utilizzo dei finanziamenti del privato debba avvenire nel rispetto della consapevolezza che certi patrimoni sono della nazione. Orfini stia tranquillo. Non voglio trasformare i Bronzi di Riace nella Coca-Cola. Ma potrò pormi il problema di quanta gente va a visitarli, lì dove sono?". Un'ultima battuta sulla querelle Roma-Venezia a proposito dei due festival del cinema. Galan parla di "contrapposizione grottesca e infondata. Lo dicemmo subito, con l'allora sindaco Cacciari: Parigi non fa un festival del cinema se c'è già Cannes. La Mostra veneziana, fondata nel 1932, è il settore cinema della Biennale, verso la quale lo stato italiano ha un obbligo di sostegno fondamentale. Roma vuol fare il suo festival? Lo faccia, ma da ministro devo preoccuparmi della Mostra. Roma è il cinema, perché negarlo? E' un posto che il cinema lo fa, che ha aiutato la rinascita della passione cinematografica in Italia con la straordinaria idea dell'estate a Massenzio. Ma la Biennale di Venezia e la sua Mostra - così come gli Uffizi o Brera o Pompei o l'area archeologica di Roma o le biblioteche come la Casanatense e la Marciana - sono le priorità".