Rinviati a giudizio anche i collaboratori del patron di Fondiaria Rapisarda e Giombini e larchitetto Casamonti Si chiude linchiesta sullarea di Castello. Ieri il giudice Anna Favi ha rinviato a giudizio per corruzione Salvatore Ligresti, patron di Fondiaria, i suoi collaboratori Fausto Rapisarda e Gualtiero Giombini, e gli ex assessori Gianni Biagi (urbanistica) e Graziano Cioni (sicurezza) insieme allarchitetto Marco Casamonti. Il processo partirà il 6 giugno. Sarà un processo a stabilire se siano stati commessi illeciti nelle trattative fra il Comune di Firenze e i vertici di Fondiaria Sai per lurbanizzazione dellarea di Castello. Ieri il giudice Anna Favi ha rinviato a giudizio per corruzione Salvatore Ligresti, patron di Fondiaria, i suoi collaboratori Fausto Rapisarda e Gualtiero Giombini, gli ex assessori Pd Gianni Biagi (urbanistica) e Graziano Cioni (sicurezza sociale) e larchitetto Marco Casamonti. Il processo partirà il 6 giugno. Vanno a giudizio per responsabilità amministrativa anche le società Fondiaria-Sai, Europrogetti (gruppo Fondiaria) e Archea (di Casamonti). Biagi è accusato anche di turbativa dasta per aver contrastato il tentativo dellallora presidente della Provincia Matteo Renzi di trovare una sede per la Provincia in centro città, e di concussione per aver indotto Riccardo Fusi della Btp ad affidare la progettazione dellex Panificio militare allarchitetto Casamonti (anche lui accusato di concussione). Cioni deve rispondere di violenza privata per aver costretto limprenditore Marco Bassilichi a togliere un incarico a una dipendente: era stato lui a farla assumere ma aveva poi scoperto che non lo appoggiava nelle primarie. Cè un settimo imputato: limprenditore Aurelio Fontani, accusato di appropriazione indebita per aver utilizzato somme dei suoi ristoranti (Perseus, 13 Gobbi e altri) per pagare sondaggi pre-elettorali a Cioni. Larea di Castello è sotto sequestro dal 26 novembre 2008. Ligresti non ne ha mai chiesto il dissequestro né ha riavviato trattative con la nuova giunta comunale guidata da Renzi. Secondo i pm Giuseppina Mione, Giulio Monferini e Gianni Tei, che hanno coordinato le indagini del Ros Carabinieri, in questa vicenda non cè stata la corruzione ormai demodée basata sullo scambio favore-mazzetta, ma una corruzione «liquida», fatta di scambi, consulenze, accesso a giri privilegiati, favori nella carriera. La procura ritiene che lassessore Biagi - nel dare esecuzione alla convenzione stipulata il 18 aprile 2005 dal sindaco Leonardo Domenici e da Salvatore Ligresti, che prevedeva la realizzazione di 1.500 appartamenti, un centro commerciale, un complesso scolastico, una sede direzionale pubblica (Provincia eo Regione) e prioritariamente un parco di 80 ettari - abbia adottato «iniziative e provvedimenti in contrasto con gli interessi pubblici», fra laltro rilasciando nellagosto 2008 i permessi per le edificazioni private senza che fossero stati avviati i lavori per il parco, mentre la previsione stessa del parco veniva messa a rischio dal progetto della cittadella dello sport di Della Valle. In cambio, secondo le accuse, lassessore aveva preteso che Fondiaria, al di fuori di ogni gara, utilizzasse architetti di sua fiducia, legati a lui dalla adesione al Pd. Primo fra tutti Marco Casamonti, che ha ricevuto da Fondiaria un milione e 656 mila euro (e di un altro milione resta creditore) per un bellissimo progetto che però (secondo le accuse) la società aveva in gran parte già commissionato ad altri professionisti e che secondo Giombini sarebbe stato gettato via: «Lei ha fatto il progetto, da me prende i soldi, e poi lo buttiamo. Punto». Graziano Cioni è accusato di aver appoggiato il progetto Fondiaria in cambio di una serie di favori da parte del braccio destro di Ligresti Fausto Rapisarda. «Mi girano un po le scatole perché la giustizia ha tempi lunghi», commenta a fine udienza lex assessore, che ricorda spesso di essere forse lunico politico italiano ad aver denunciato due tentativi di corruzione: «Ma rimango ottimista e credo che alla fine dei tempi lunghi, se sarò ancora vivo, sarò assolto per non aver commesso il fatto». «Graziano si meritava oggi una diversa decisione», dichiarano i suoi avvocati, Annalisa Parenti e Pasquale De Luca. «Evidentemente - afferma lavvocato Pier Matteo Lucibello, difensore di Gianni Biagi - il gip si è spaventato di fronte alla mole del fascicolo e ha preferito passare il testimone ai colleghi del dibattimento, nonostante che dagli stessi atti di indagine e dalle indagini difensive condotte da me e dal legale di Casamonti emerga la assoluta inesistenza di fatti di corruzione e concussione».
TOSCANA - URBANISTICA. Castello: Cioni, Biagi e Ligresti saranno processati per corruzione
Il giudice Anna Favi ha rinviato a giudizio per corruzione Salvatore Ligresti, patron di Fondiaria, i suoi collaboratori Fausto Rapisarda e Gualtiero Giombini, gli ex assessori Pd Gianni Biagi (urbanistica) e Graziano Cioni (sicurezza sociale) e larchitetto Marco Casamonti. Il processo partirà il 6 giugno. Vanno a giudizio per responsabilità amministrativa anche le società Fondiaria-Sai, Europrogetti (gruppo Fondiaria) e Archea (di Casamonti). Biagi è accusato di turbativa dasta e concussione, Cioni di violenza privata, e Fontani di appropriazione indebita. Larea di Castello è sotto sequestro dal 26 novembre 2008.
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