Chiesti a Comune e Camera di Commercio gli atti sui grandi progetti «Basta affidamenti diretti: vogliamo concorsi trasparenti» «L'imprescindibile necessità dei concorsi di progettazione». È il titolo di un documento diffuso ieri dal consiglio dell'Ordine degli Architetti della provincia di Grosseto, nel quale, prendendo spunto dal convegno-mostra La città che cambia, si impallinano proprio gli organizzatori dell'evento, vale a dire Comune di Grosseto e Camera di commercio. L'antefatto. Dall'avveniristico centro nazionale di documentazione sugli etruschi al Centro informativo dell'area archeologica di Roselle, dalla nuova piazza della Stazione alla futura sede della Camera di commercio all'ex Foro Boario: di questi quattro grandi progetti si è parlato nei giorni scorsi subito dopo il taglio del nastro della mostra La città che cambia. Il sindaco Bonifazi ha pubblicamente elogiato il gruppo di professionisti (gli architetti Giuseppe Chigiotti, Lorenzo Greppi e Aldo Lazzeri) che sta dietro la progettazione dell'opera più importante e costosa (la prima in ordine di citazione), aggiungendo poi che il Comune - nella circostanza - «non presenta idee, ma progetti che hanno già le gambe, finanziati, frutto di studi seri». Parole che ad alcuni architetti non sono piaciute, uno spot che è suonato addirittura beffardo a chi da tempo già chiedeva al Comune capoluogo, attraverso l'Ordine, scelte e procedure diverse, all'insegna della trasparenza e della democraticità, cioè concorsi pubblici di progettazione delle grandi opere. Da qui le riflessioni a voce alta del direttivo degli architetti grossetani. Circolari inascoltate. «Da sempre - scrivono il presidente Pietro Pettini e i consiglieri - attraverso circolari alla Provincia, ai Comuni e ai maggiori enti locali, evidenziamo la necessità e la potenzialità dei concorsi di progettazione, specialmente sui grandi temi urbani, come quelli affrontati dall'evento La città che cambia. Di fronte alla soluzione del singolo professionista designato da un incarico ad personam, ci sono le decine di proposte che scaturiscono da un'ampia e pubblica competizione. Ed è anche il metodo più trasparente perché il giudizio - oltre che dalla giuria - viene poi dato dalla cittadinanza tramite l'esposizione dei progetti post-concorso. Si tratta inoltre del metodo più democratico perché i concorsi sono aperti a tutti, soprattutto ai giovani laureati, senza preclusione di curriculum o fatturato». L'affondo. Poi l'attacco frontale a Comune e Cciaa. «Ormai lo strumento del concorso di progettazione è prassi ovunque - incalzano Pettini e colleghi - Follonica, Massa Marittima, Castel del Piano e altri Comuni hanno intrapreso da tempo questo percorso di reale partecipazione. Non è così a Grosseto dove, se si esclude il concorso di idee per la rampa di accesso alla cattedrale, nessuno ricorda temi urbani risolti con tale procedura. I recenti progetti preliminari per il Centro di documentazione degli Etruschi, il Centro informativo dell'area archeologica di Roselle, la riqualificazione di piazza della Stazione, la nuova sede della Camera di Commercio sono stati tutti assegnati direttamente a singoli professionisti. Nessuno mette in dubbio le capacità dei colleghi incaricati ma la selezione pubblica tramite concorso di architettura (strumento ideato per innalzare il livello qualitativo delle opere) avrebbe garantito una maggiore scelta tra le proposte presentate oltre che le tanto citate ma spesso disattese trasparenza e democraticità». Fuori gli atti. E proprio per valutare che tutto si sia svolto e si svolga regolarmente l'Ordine degli Architetti di Grosseto ha chiesto a Comune e Cciaa chiarimenti e copia autentica delle convenzioni d'incarico e delle delibere dirigenziali sia per il Centro degli Etruschi che per la nuova Camera di Commercio. E e presto lo farà per altri progetti.
GROSSETO. Incarichi, l'altolà degli architetti
Riassunto in 200 parole:
Il consiglio dell'Ordine degli Architetti della provincia di Grosseto ha diffuso un documento in cui si lamenta la mancanza di concorsi di progettazione per i grandi progetti urbanistici della città. Il documento prende spunto dal convegno-mostra "La città che cambia" e si rivolge a Comune e Camera di Commercio, chiedendo di fornire gli atti sui progetti. L'Ordine degli Architetti sostiene che i concorsi di progettazione sono il metodo più trasparente e democratico per scegliere i progetti, poiché consentono una competizione aperta a tutti e permettono alla cittadinanza di valutare i progetti attraverso l'esposizione.
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