CONFERENZA Salvatore Settis VENEZIA - Prima di quella politica, esisteva un'unità d'Italia linguistica, ma esisteva anche una comune cultura civile, a tutela del patrimonio artistico e del paesaggio. Lo ha sostenuto, ieri, Salvatore Settis nella sua applauditissima conferenza all'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti di Venezia. I prodromi già nel 1400, ma è soprattutto nel 1700 che i diversi stati, da quello Pontificio a quello Borbonico, dal Gran Ducato di Toscana alla Repubblica Serenissima si dotano di legislazioni, molto simili tra di loro, per la conservazione dei beni culturali. Venezia nel 1779 vara il primo catalogo delle sue opere d'arte. Settis ha voluto dare un taglio storico alla sua relazione, ma qualche affondo se l'è pure concesso circa la devastazione del paesaggio italiano negli ultimi anni, tra il 1990 e il 2005. Dal punto di vista storico invece, si registra un arretramento del governo unitario. Bisogna, infatti, aspettare più di quarant'anni, dal 1861 al 1902, perché sia promulgata la prima legge nazionale di tutela. Poi Benedetto Croce, ministro per un anno nel 1922, e Giuseppe Bottai, nel 1939, mettono a punto una legislazione progressista. Riassunta nell'articolo 9 della nostra Costituzione. A difesa del nostro patrimonio e del diritto delle generazioni future a goderlo.