Strano caso, quello dei monumenti antichi "privati" dell'Appia Antica. I proprietari si sono decisi a venderli, anche perché i beni risultano vincolati da almeno trent'anni, e le richieste di condonare costruzioni abusive e arredi "impropri" sono state respinte.A comprare dovrebbe essere la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma, cui spetta il diritto di prelazione. Ma nelle casse dei dirigenti archeologi non ci sono soldi e la trattativa sembra destinata ad arenarsi. In ballo c'è il Mausoleo degli Equinozi, del I secolo a.C., chiamato così perché nei giorni degli equinozi di primavera e d'autunno il sole filtra attraverso una finestra a bocca di lupo e illumina il centro esatto della stanza. Prezzo base, 600 mila euro. L'altro è il Sepolcro di Sant'Urbano, edificio funerario d'età imperiale, considerato luogo di sepoltura del martire cristiano, che l'archeologo Rodolfo Lanciani definì "uno dei più importanti scavi di Roma". Quota di partenza, circa 500 mila euro. "Proprio ora che i privati danno spiragli di apertura, dopo decenni di chiusure, non possiamo affrontare una trattativa" lamenta Rita Paris, dirigente della Soprintendenza, responsabile dell'Appia Antica. "Con questo tiro della cinghia inflitto alla cultura per il 2011, i pochi fondi che abbiamo li dobbiamo spendere per la manutenzione, e al momento non c'è nessuna prospettiva di incrementare il patrimonio. Ci si può solo augurare che qualche illuminato sponsor prenda a cuore questa situazione, visto che lo Stato non è in grado di farlo". Sono quindici anni che Rita Paris conduce la sua battaglia solitaria per risollevare le sorti della Regina Viarum, quasi tutta di proprietà privata. Fondamentale, spiega, è il recupero di Sant'Urbano che svetta con la sua aula in cortina laterizia in quella che era proprietà dei fratelli Lugari, ceduta nel 1981 alla famiglia Anzalone. A far soffrire il monumento è stata la separazione dalla contigua Villa Marmenia, un gioiello d'età imperiale, che, dai Lugari, è rimbalzata per tre proprietà diverse, collezionando dagli anni 70 una sfilza di abusi edilizi mascherati da finti restauri. "Cominciando ad acquisire Sant'Urbano si potrebbe poi risolvere anche la questione della Villa in modo da ricostituire l'originario complesso" avverte Paris. Più fortunato il Mausoleo degli Equinozi, di proprietà dei fratelli Passarelli, che nelle date degli equinozi offrono ai visitatori cibi preparati secondo la cucina antica.
I Tesori dell'appia antica: privati pronti a venderli, e lo stato non compra
La Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma ha espresso interesse a comprare due monumenti antichi, il Mausoleo degli Equinozi e il Sepolcro di Sant'Urbano, che sono stati messi in vendita dai loro proprietari. Il Mausoleo, del I secolo a.C., è stato valutato a 600 mila euro, mentre il Sepolcro, di età imperiale, è stato valutato a 500 mila euro. La Soprintendenza ha espresso la sua intenzione di acquistare i monumenti, ma non ha i fondi per farlo. I dirigenti archeologi lamentano che i privati stiano vendendo i beni archeologici e che la cultura sia in pericolo.
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