Le due rassegne Coro di no a Galan. Alemanno, Zingaretti e Polverini: decidiamo noi Il sindaco: un ministro deve unire, non dividere. Il presidente della Provincia: solita polemica contro la città. La governatrice: noi presenti anche alla Mostra La difesa è compatta: «Il Festival di Roma non si tocca». Non si può certo dire che sia stata unaccoglienza calorosa quella che la politica romana ha riservato al debutto di Giancarlo Galan come ministro della Cultura. «La mostra di Venezia basta e avanza per il cinema italiano» ha dettato lex governatore del Veneto, appena messo piede nel suo ufficio in piazza del Collegio romano. E per una volta centro destra e centrosinistra si sono uniti in una generale disapprovazione. Salvo eccezioni, come nel caso di Vittorio Sgarbi («non si possono spendere soldi per un doppione); di Francesco Giro, sottosegretario ai Beni culturali («Galan ha detto cose sacrosante che condivido pienamente) e di Fabio Rampelli, deputato Pd («Cè uneccessiva similitudine tra le due manifestazioni, incomprensibile e improduttiva»). Tre voci fuori dal coro, perché per il resto - dal sindaco Alemanno, al presidente della Provincia Nicola Zingaretti, alla governatrice del Lazio Renata Polverini - tutti hanno fatto quadrato intorno al Festival voluto dallex sindaco Veltroni: sei edizioni e un successo di pubblico che si è negli anni consolidato. «Al ministro Galan voglio dire due cose - ha replicato Alemanno -. Primo, che un ministro della Repubblica deve unire i territori e non dividerli. Secondo, che il Festival di Roma lo pagano innanzitutto sponsor privati e poi, solo in minima parte, le istituzioni del territorio, mentre il ministero ci dà soltanto 200 mila euro a fronte di 7 milioni che ogni anno vengono dati in maniera fissa al Festival di Venezia. Quindi se continuare a svolgere il Festival del Cinema lo decide la città di Roma». La reazione di Zingaretti è tra le prime ad arrivare in mattinata. Esordisce con un «Che noia!». Noia «per la solita e pretestuosa polemica, contro Roma, da parte di esponenti del governo leghista di destra guidato da Berlusconi. Ora è il turno del neo ministro Galan, che non si è ancora insediato e già coglie loccasione per attaccare il Festival della Capitale». Contrattacca anche la governatrice Polverini. E al neo ministro ricorda: «Noi come Regione Lazio partecipiamo anche alla Mostra di Venezia. Quindi, ci aspettiamo che tutti riconoscano anche quello di Roma». Una manifestazione, quella capitolina, con tutte le carte in regola che, avverte Giancarlo Cremonesi, presidente della Camera di Commercio, «continuerà a crescere»: «A Cinecittà sono stati girati più di tremila film, 90 dei quali hanno ricevuto una candidatura allOscar e di questi, 47 lo hanno vinto». A sottolineare lingente valore dal punto di vista economico del Festival anche Aurelio Regina, presidente di Unindustria. «Ledizione 2009 ha fatto registrare 600 mila visitatori per un totale di 100 mila biglietti e il valore economico dellindotto ammonta a 220 milioni di euro». E il ghota del Festival Internazionale del Film di Roma ringrazia. A cominciare dal presidente Gian Luigi Rondi, per proseguire con il direttore artistico Piera Detassis e il direttore generale Francesca Via. «Tanto sostegno - spiegano - servirà da stimolo per realizzare unedizione 2011 di gran livello». E con noncalanche: «Che vorremmo inaugurare avendo al nostro fianco il ministro Galan»