"Siamo al minimo storico. Quest'anno le risorse per l'archeologia del Lazio corrispondono ad un quarto rispetto al 2010. Possiamo contare su 1 milione di euro per dieci siti, tra musei e aree archeologiche aperte al pubblico con personale stabile nostro. La situazione appare difficile. Speriamo che con il 2012 la situazione possa cambiare verso nuove prospettive". A "sfogarsi" e' la soprintendente ai beni archeologici del Lazio Marina Sapelli Ragni. "Stiamo al 70 per cento dei tagli, e la situazione e' drammatica - continua Sapelli Ragni - Le risorse sono insufficienti, riusciamo a stento a provvedere alla manutenzione ordinaria. Stringiamo i denti e cerchiamo di non arrivare alla chiusura di nessun museo. Però è chiaro che la prospettiva sul patrimonio archeologico è difficile". I siti che rientrano in questa situazione sono quelli di competenza della Soprintendenza del Lazio ad esclusione di Roma, Ostia Antica e Etruria meridionale: e sono Villa Adriana, Palestina, Sperlonga, Nemi, Cassino, Mintumo, Formia, Sabaudia, Licenza, Santuario di Ercole a Tivoli. A Villa Adriana, nello specifico: "Il decennio appena trascorso - lamenta Sapelli Ragni - ha visto segnale il passo per quanto riguarda l'erogazione di risorse economiche per il sostegno alle attivita' di restauro, consolidamento, messa in sicurezza e valorizzazione della villa, se si escludono alcuni finanziamenti straordinari dai fondi Arcus. Quindi con grande difficolta' si e' potuto intervenire nel campo degli scavi, delle indagini conoscitive, degli studi su singoli edifici o su classi specifiche di materiali". Pesante e' poi il fattore dei sistema di pensionamenti senza turn over, con una legge, il cosiddetto "blocco Brunetta" che per ora non consente nuove assunzioni: "Il personale della Soprintendenza del Lazio e' di 370 persone, di cui 16 funzionari archeologi e 5 funzioni architetti - dice Sapelli Ragni - il resto sono custodi, amministrativi, operatori, tecnici di assistenza". Basti considerare che Villa Adriana a Tivoli ha un solo archeologo che si occupa della tutela dell'area: "E' il direttore archeologico del sito - avverte Sapelli Ragni - che coordina sessanta persone tra custodi, tecnici e amministrativi". Il mercato del lavoro? Sempre píù precario!