E di 18mila ettari la fetta di verde tagliata fuori dai parchi e dalle riserve naturali del Lazio, 10rnila sono invece i metri cubi di cemento che saranno sanati grazie alla legge regionale sul condono, 2milioni e 856mila euro i fondi necessari alla realizzazione del famigerato Corridoio Tirrenico - destinato a devastare la pianura pontina -che si sarebbero potuti investire in mobilità ecocompatibìle, acquistando 11.143 bus a metano, oppure 266 tram, o ancora mettendo a punto 222 chilometri di tramvie. L'elenco continua, ma è già in questi numeri un mini "Bignami" del libro nero presentato ieri dal partito dei Verdi alla Pisana, imperniato su Storace e l'ambiente. Ovvero «Le aggressioni della destra al territorio del Lazio», una quindicina di pagine fitte di dati sui risultati ottenuti nei quattro anni di governo dell'attuale amministrazione. «La modifica alla legge sul governo del territorio -denuncia il capogruppo dei Verdi alla Regione, Angelo Bonelli - ha aperto la strada all'edificazione nei terreni agricoli, dove sono state costruite ville, soprattutto nel Reatino e nel Viterbese, per un totale di un milione di metri cubi. Intanto - continua Bonelli - con i Piani Territoriali Paesistici, Storace riduce le tutele ambientali con scientifica precisione, consentendo l'edificazione in montagna e nei boschi, riservando alla Regione la possibilità di togliere il vincolo paesistico dopo due anni dall'approvazione dei Piani e poi autorizzando ampliamenti edilizi fino al 20 percento, mentre le Soprintendenze archeologiche sono esautorate dal controllo sul territorio». Ma forse non è ancora finita e proprio dai Piani Paesistici, ora alla discussione dell'aula consiliare, potranno arrivare ulteriori affondi contro l'ambiente, aggravando un quadro che ha già superato la soglia dell'allarme. «I numeri dello scempio sono la prova della necessità di un forte cambiamento e di una grande mobilitazione, nei prossimi mesi, per fermare quest'aggressione», insiste Bonelli pensando alle prossime elezioni regionali. Nel frattempo, rilancia l'am-bientalista, non è ancora arrivata una risposta all'interrogazione presentata un anno.e mezzo fa con cui si chiedevano chiarimenti su una vicenda relativa al Parco dì Vejo: nel 2001 una società immobiliare, poi assorbita dalla Lombarda Spa - una delle maggiori in Italia - acquistava 100 ettari all'interno della zona protetta e un anno dopo la Regione decideva di tagliare quella stessa area dai confini del Parco. Del resto, tra i proprietari dei terreni esclusi dalle Riserve, questa non è un'eccezione. Sono infatti dell'imprenditore Todini 150 ettari sottratti al Parco dell'Inviolata; della Prati immobiliare la zona di Monte Gentile (ex Parco di Vejo), destinata alla lottizzazione per 160mila metri cubi di cemento; di Salvatore Ligresti i 700 ettari della Tenuta Cesarina, nel Parco della Marcigliana, dove l'ex presidente della Lazio Cragnotti voleva un nuovo stadio. E, del resto, sempre nella Marcigliana la proprietà del nuovo presidente bianco-celeste con un analogo progetto a cui il Campidoglio risponde negativamente. Risaile poi al 2001 la sanatoria delle cave aperte nelle aree sottoposte a vincolo idrogeologico o paesistico (120 in tutto il Lazio), mentre con la legislazione successiva, denunciano i Verdi, è stato dato il via libera a modalità di estrazione sempre più estese e con meno controlli. Nuova sanatoria, invece, per chi occupa abusivamente le aree in riva a fiumi e laghi, con ristoranti o circoli sportivi. Infine è con uno zero spaccato che gli ambientalisti riassumono la politica regionale sull'inquinamento elettromagnetico («a beneficio delle lobby della telefonia, Storace ha rinunciato ad esercitare la potestà legislativa in materia», sottolineano) e su quello atmosferico, per il quale non è stata attivata neanche una centralina di monitoraggio delle Pm 2,5, le polveri più pericolose perché penetrano più a fondo nei polmoni. Tutto Questo, mentre per i rifiuti sono previsti 7 nuovi termoninceneritori, altamente inquinanti come pure le centrali elettriche a carbone, di nuovo in auge, a cominciare da Civitavecchia.
Un dossier dei Verdi - I Parchi dei Lazio ritagliati per favorire i costruttori
La legge regionale sul condono ha consentito la sanazione di 10.000 metri cubi di cemento in aree naturali del Lazio. Il Corridoio Tirrenico, un progetto di infrastruttura che potrebbe devastare la pianura pontina, ha ricevuto 2 milioni e 856.000 euro. I Piani Territoriali Paesistici hanno consentito l'edificazione in montagna e nei boschi, riducendo le tutele ambientali. La Regione ha anche autorizzato l'edificazione in aree protette, come il Parco d'Vejo, e ha sanato le cave aperte nelle aree sottoposte a vincolo idrogeologico o paesistico.
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