La necessità di una Costituente per creare strategie di sviluppo nei settori della cultura, è la proposta con la quale si è chiusa la presentazione, ieri all'Auditorium del Museo Maxxi, a Roma, del settimo Rapporto annuale Federculture, intitolato «La cultura serve al presente. Creatività e conoscenza per il benessere sociale e il futuro del Paese». C'erano Roberto Grossi, presidente Federculture; Sergio Escobar, direttore del Piccolo Teatro di Milano; padre Antonio Loffredo della Basilica di Santa Maria della Sanità di Napoli; Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani; Corrado Passera, amministratore delegato Intesa San Paolo; Davide Rampello, presidente della Fondazione Triennale di Milano. Ambasciatore della richiesta presso il neoministro Mibac, Giancarlo Galan, sarà Antonio Paolucci. Già ieri si è incontrato, informalmente, con Galan, Davide Rampello. All'indomani del decreto ministeriale - con il quale il governo si impegna, aumentando le imposte sul costo della benzina, a ripristinare con 149 milioni di euro lo stanziamento per il Fondo Unico Spettacolo ai livelli del 2010, a stanziare 80 milioni per la tutela dei Beni Culturali, oltre a 7 milioni per gli Istituti di Cultura - il clima è di sospensione. Sono sospese le tre giornate di mobilitazione (previste da domani a lunedì prossimo) a seguito dei tagli certi fino all'altro ieri. Sospeso è lo sciopero dei teatri previsto per oggi, e sospesa è la verifica della conversione in legge del decreto 133. «Oscilliamo tra regressione e speranza - ha detto Roberto Grossi - il reintegro dei fondi, ai livelli del 2010, è ancora una volta sopravvivenza. Resta il punto critico: non c'è un progetto per lo sviluppo del Paese». Eppure, i dati economici che riguardano gli introiti derivanti dal «consumo» di cultura, secondo i dati Istat elaborati da Federculture, sarebbero incoraggianti per determinare obiettivi e strategie. A dispetto della crisi economica, nel 2010 è cresciuta la domanda nel settore della cultura. Il teatro registra un incremento del 13,5 per cento, la musica classica del 5,9 per cento, i visitatori di siti e monumenti statali è aumentato del 6,4 per cento. Anche gli incassi, sono incoraggianti: nonostante i crolli, per esempio a Pompei, c'è l'aumento dell'11,1 per cento dei visitatori paganti. L'altra faccia della medaglia parla inglese: il Country Brand Index, lo studio di Future Brand che misura la percezione dell'immagine-Paese, scaraventa l'Italia sei posizioni indietro, rispetto al 2009: siamo dodicesimi. E nella classifica di competitività del World Economic Forum 2010, l'Italia è ultima tra i paesi europei, rispetto agli investimenti in istruzione. Roberto Giacconi, premio Nobel per la fisica nel 2002, ormai cittadino Usa, non a caso disse: «Michelangelo diventò un grande artista perché aveva un muro da affrescare. Io, in Italia, no». «Il settore culturale non è in crisi - ribadisce Grossi - sono in crisi le strategie di sviluppo». Sergio Escobar affonda la lama nella piaga: «Ho l'impressione che ci sia uno scherzetto molto cinico, sul ripristino del Fus con l'aumento della benzina: sappiano, i cittadini, che con la cultura ci rimettono dalle tasche». Ma che cosa è, la cultura? Per Antonio Paolucci è la possibilità di «trasformare la plebe in cittadini». Proprio come il progetto di padre Antonio Loffredo, che nel quartiere Sanità, a Napoli, con la onlus «L'altra Napoli» ha puntato sulla bellezza, sull'arte, per recuperare i ragazzi e le ragazze di un quartiere difficile. «Puntiamo sulle scuole per insegnare le parole, affinché le persone non diventino servi. Non chiediamo finanziamenti pubblici. La camorra, forma bene. Ma noi puntiamo a formare meglio, con la storia: il miglior modo per svilire il mostro della criminalità è svuotarlo». Il presidente della Triennale di Milano si incontrerà oggi pomeriggio, con padre Antonio, nel quartiere Sanità, Napoli, Italia.