I fasti di Versailles, i giochi d'acqua di Boboli. E la luce abbagliante della Campania. Il tutto a un'ora e 5 dalla Capitale, grazie all'alta velocità e alla stazione a due passi. Così la Reggia di Caserta incanta e si rinnova. Una ventina di nuove stanze riallestite, i percorsi arditi delle capriate della Scala Regia, le contaminazioni contemporanee della collezione "Terrae Motus" (dono di Lucio Amelio nel 1992) e la quadreria che presenta 144 dipinti mai visti prima, recuperati dai depositi. La monumentale residenza borbonica che insieme al Reale Belvedere di San Leucio è inserita dal 1997 nel Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco si svela in tutta la sua bellezza dopo i recenti restauri, candidandosi a polo alternativo del triangolo del turismo di massa Roma-Firenze-Venezia. IERI, per il battesimo dei nuovi spazi espositivi, un padrino d'eccezione: il direttore generale della Valorizzazione del patrimonio culturale Mario Resca, affiancato dalla soprintendente di Caserta e Benevento, Paola Raffaella David. "Maestà Regia" il nome della creatura, ovvero quel progetto di riallestimento capace di ampliare l'offerta museale della storica dimora vanvitelliana, tenendo conto delle croniche ristrettezze economiche del ministero (dal primo aprile il biglietto salirà a 12 euro): «L'intera operazione è stata fatta a costo zero, con le sole risorse ordinarie della Soprintendenza», chiarisce la professoressa David. «L'Italia è una potenza artistica, ma è indispensabile potenziare la cultura dell'accoglienza e, al tempo stesso, far conoscere le meraviglie del Paese» le fa eco Resca portando al Sud il saluto di Giancarlo Galan e annunciando i temi che intende trattare quanto prima con il neoministro: autonomia economica dei musei e incentivi fiscali per il mecenatismo culturale. Poi, da manager, dà la parola ai fatti: «Con i suoi 700mila visitatori l'anno e una crescita quantificabile nel 7, la Reggia di Caserta si piazza all'ottavo posto nella classifica nazionale» sottolinea. «Il problema sospira la soprintendente David è ora portare il territorio ai livelli di questo luogo magico da un punto di vista dell'accoglienza e della sicurezza». Ma i tanti abusivi liberi di commerciare all'interno del parco e la scarsa cura delle strade tutto intorno non devono gettare ombre sulla festa del progetto che propone l'ordinamento della Pinacoteca e la sistemazione delle sale degli Appartamenti Storici. Negli spazi restaurati nel 2006, ben nove sale rimaste fino a oggi inutilizzate, la Soprintendenza ha allestito la Quadreria, in cui figurano 144 dipinti inediti, come il cospicuo fondo di Nature morte e i "Soggetti Orientali" di Michele Scaroma. ALTRI 120 quadri, relativi ai Fasti Farnesiani (ma anche le opere dedicati ai Borbone), erano invisibili da circa trent'anni e ora tornano nella Pinacoteca al piano nobile, accanto alle celebri vedute di Hackert. Il percorso architettonico denominato "La Scala Regia da cielo a terra" guida infine alla visita della volta ellittica di copertura del Vestibolo superiore e degli spazi dei sottotetti, per scoprire le incredibili tecniche architettoniche utilizzate da Vanvitelli nella fabbrica casertana.