Il direttore generale del ministero dei Beni culturali, Mario Resca, ha inaugurato ieri i nuovi allestimenti del progetto Maestà Regia nel complesso vanvitelliano di Caserta. L'occasione, secondo Resca, «per suggerire al Sud, alla Campania, ai giovani di questi territori che il nostro patrimonio culturale rappresenta soprattutto un potenziale economico straordinario, grazie al quale ripensare alle nuove opportunità occupazionali». Direttore Resca, sin troppo facile indicare il patrimonio culturale come volano di sviluppo, quando poi a Pompei crollano le dimore storiche e non vi sono fondi per preservare gli Scavi dal degrado. Qual è la ricetta per uscire dall'emergenza? «Innanzitutto, la nuova norma per Pompei, varata l'altro giorno dal governo, porta ad esiti concreti: ci sono i fondi, è introdotta una capacità di decisione più spedita sul da farsi e porta nuovo personale specializzato. Tutto questo, in un'area che sicuramente ha bisogno di aiuto, di manutenzione. Ma c'è bisogno anche che la città si attrezzi per accogliere i turisti. A Pompei non ci sono alberghi, e uno dei principali problemi è quello di trattenere i visitatori in zona. Senza queste condizioni di partenza, non c'è turismo culturale e non c'è economia». Analoghi problemi anche qui a Caserta? «Certo, il progetto Maestà Regia è una iniziativa pilota per il Mezzogiorno. La Reggia di Caserta è una delle perle più rilevanti del periodo pre-unitario. Ma conta appena 700 mila visitatori all'anno, sebbene il suo trend sia in aumento. Detto questo, il suo potenziale effettivo è identico a quello di Versailles che, invece, ospita quasi 5 milioni di turisti all'anno». Cosa manca alla Campania e al Sud per mettere a sistema i poli di eccellenza culturale? «Manca una percezione diversa del valore del patrimonio culturale posseduto da questi territori. Oggi il Sud, ma la Campania in particolare, è come se fosse percepito esclusivamente come terra di criminalità e camorra. Una regione così straordinaria come la Campania, con tante ricchezze enogastronomiche, per non parlare delle città d'arte e dei monumenti, resta, tuttavia, sovrastata da un'immagine immensamente negativa che conduce direttamente al degrado e all'emergenza rifiuti. Non dobbiamo trascurare il fatto che la domanda di fruizione culturale non è in crisi, ma latente. Aspetta solo l'occasione per agganciarsi alle opportunità di sviluppo». Qual è la strada per uscirne? «Qui i giovani devono capire che non è più il tempo per cercare il posto sicuro in fabbrica: non c'è più posto sicuro, né qui, né altrove in Italia Invece, il turismo resta una realtà ancora tutta da sfruttare economicamente, tra l'altro con investimenti ancora relativamente bassi. Se qui a Caserta arrivassero 5 milioni di visitatori all'anno, invece dei 700 mila attuali, si immagina cosa accadrebbe in tutto il circondario? Ma per far questo occorre sapere accogliere i visitatori. Occorre saper trattare con i clienti-turisti. Sono necessari alberghi, ristoranti, negozi». Come giudica l'impegno messo in campo da una cordata di imprenditori che vorrebbe dare una mano a rilanciare gli Scavi di Pompei? «Lo Stato non può più pagare a pioggia i costi necessari per la conservazione dei beni culturali, in quanto soltanto i visitatori possono essere fonte di risorse da impiegare. Sicché diventa indispensabile il contributo dei privati, così com'è accaduto per il Colosseo e per Ercolano, dove la Fondazione Packard, da oltre dieci anni, non solo offre risorse finanziarie, ma anche competenze e professionalità a salvaguardia del sito. Noi abbiamo bisogno di due cose: la prima, di comunicare chiaramente all'esterno che abbiamo bisogno dell'aiuto dei privati; la seconda, che occorrono incentivi fiscali. E non è vero che in questo modo si sottragono entrate al fisco, poiché si promuove una economia certamente virtuosa in grado di assicurare un maggior flusso di ricchezza ai territori e, di conseguenza, alle casse dello Stato».
CASERTA - Parla il direttore generale del Mibac Resca: il palazzo reale vanvitelliano ha lo stesso potenziale di Versailles
Il direttore generale del ministero dei Beni culturali, Mario Resca, ha inaugurato i nuovi allestimenti del progetto Maestà Regia nel complesso vanvitelliano di Caserta. Resca ha sottolineato l'importanza del patrimonio culturale per lo sviluppo economico del Sud e della Campania. Ha anche menzionato la nuova norma per Pompei, che porta a fondi e personale specializzato per la conservazione degli Scavi. Tuttavia, Resca ha sottolineato che la città ha bisogno di migliorare la sua infrastruttura turistica per accogliere i visitatori. Analoghi problemi esistono anche a Caserta, che conta solo 700 mila visitatori all'anno.
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