Il suo debutto è stato salutato dagli applausi di attori e archeologi, grazie ai ritrovati fondi per lo spettacolo e per Pompei. E pure della Cgil. Il nuovo ministro per i beni e le attività culturali, Giancarlo Galan, ieri ha trascorso la sua prima giornata a via del Collegio Romano, salutando i vertici del dicastero. Galan ha avuto un lungo incontro con il capo di gabinetto Salvatore Nastasi, poi ha intrattenuto una serie di colloqui, tra gli altri, con il segretario generale Roberto Cecchi e il direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale Mario Resca (che nella mattinata ha presentato, nella reggia di Caserta, gli ultimi restauri, con nuovi spazi e percorsi espositivi, il riordino delle collezioni e la riapertura di tutte le sale degli appartamenti reali). E il manager ha subito elencato all'ex governatore della regione Veneto una lunga lista di richieste da attuare nel più breve tempo possibile, a cominciare dalla «autonomia delle entrate dei musei, una norma che non costa nulla e che darebbe maggiori responsabilità a chi gestisce le istituzioni culturali», per continuare con gli incentivi fiscali per coloro che investono nel patrimonio culturale italiano. Galan ha incassato anche il saluto della Cgil, che con una lettera ha festeggiato la sua nomina.