LIVORNO. Ecco la lettera di un livornese cresciuto a Quercianella, che racconta le prime polemiche dopo la nascita delle palazzine nella parte alta di via Falcucci. Quelli che come me erano ragazzi negli anni Sessanta si ricordano bene che via Falcucci arrivava fino a un certo punto, poco dopo la prima grande curva a sinistra dove c'erano due o tre ville immerse nella vegetazione. Poi la strada era più che altro una viuzza sterrata in mezzo al bosco che portava a uno dei luoghi più frequentati dagli adolescenti: il tiro a piattello. In un largo spazio in cima alla collina c'era una specie di chalet in legno che fungeva da bar e vendita di piattelli per chi si dilettava a sparare un po' di cartucce. Il posto era bellissimo e quasi incontaminato, sotto i pini ci si godeva d'estate il maestrale che arrivava dal mare. Poi la collina del tiro a piattello venne lottizzata: decine di orrende casette in cemento presero il posto di migliaia di pini maestosi, lecci, corbezzoli giustiziati dalle motoseghe. Via tutto, compresa la bassa vegetazione. Terreno portato a nudo, scavato, cementificato, con i tronchi a volte nemmeno tolti del tutto ma tagliati fino a una certa altezza e murati direttamente nei muri di cinta. Fino a quando non marcivano e poi in qualche modo il buco si riempiva. Era il nuovo che avanzava, lo sviluppo turistico che in molti attendevano e auspicavano. Se poi era selvaggio pazienza. Le case così sorte nella parte alta di via Falcucci, dove c'erano solo alberi e piccoli botri scavati dalle piogge, hanno mostrato crepe e cedimenti fin quasi da subito. Crepe sempre rapidamente nascoste con veloci stuccate di cemento e imbiancature generose e ripetute ogni tot mesi. I vecchi del paese dicevano: vedrete, viene tutto giù con la prima acquata. Ma si è andati avanti, anche quando la strada per anni si muoveva come la chioma di una bella donna al vento. Bastava riasfaltare e il gioco era fatto. Adesso scatta l'allarme. Il solito allarme all'italiana, dopo 40 anni di veloci stuccature.
LIVORNO - QUERCIANELLA. FRANA. Colpa del cemento che ha distrutto il nostro bosco
La lettera racconta le prime polemiche a Livorno dopo la nascita delle palazzine nella parte alta di via Falcucci. Via Falcucci arrivava fino a un certo punto, poi si trasformò in una viuzza sterrata in mezzo al bosco che portava al tiro a piattello. La collina del tiro a piattello venne lottizzata e decine di orrende casette in cemento presero il posto di migliaia di pini e alberi. Le case hanno mostrato crepe e cedimenti fin quasi da subito, ma sono state coperte con stuccature e imbiancature. I vecchi del paese dicevano che la strada sarebbe andata giù con la prima acqua, ma si è andato avanti.
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