Nel mirino anche lo Sprofondo. La Soprintendenza non cede La tregua regge, ma fino a un certo punto. Se i gestori dei locali pubblici di Bari vecchia e del quartiere Murattiano sperano che lincontro fra il sindaco e il soprintendente consenta di arrivare ad una soluzione meno drastica, i procedimenti di rimozione dei gazebo abusivi non si fermano. Ieri, gli agenti della polizia edilizia hanno notificato tre ordinanze di demolizione in danno ad altrettanti titolari di attività, che occupano il suolo pubblico con gazebo. Si tratta dei ristoranti "Lo Sprofondo", in corso Vittorio Emanuele, "La locanda di Federico", in piazza Mercantile, e di un locale in via della Grotta Regina, a Torre a Mare. «Questi provvedimenti - spiega lassessore allurbanistica, Elio Sannicandro - non hanno niente a che vedere con il regolamento sulloccupazione di suolo pubblico. Non siamo di fronte ad occupazione, ma ad abusivismo edilizio. La legge non consente di chiudere porzioni di suolo pubblico. Che si tratti di plastica, vetro o altro materiale, non fa differenza: è abusivismo edilizio e non cè regolamento comunale che potrà mai sanarlo. Lunico rimedio è la demolizione». Finora lamministrazione comunale ha emesso 14 ordinanze di rimozione di gazebo a carico di altrettanti locali pubblici. Fra lavvio della procedura e labbattimento spesso però trascorrono mesi. Liter comincia infatti con il verbale della polizia edilizia, cui si aggiunge il sopralluogo dei carabinieri del nucleo patrimonio artistico, se si tratta di attività che sorgono in zone storiche e monumentali. Il passo successivo è lordinanza di rimozione, che può essere impugnata al Tar. Se il titolare non si mette in regola, la polizia notifica il verbale di inottemperanza. Lultimo atto è la demolizione in danno, che viene effettuata da unimpresa incaricata dal Comune (il conto viene poi presentato al titolare dellattività). Ieri, mentre la polizia edilizia notificava i tre verbali di rimozione in danno, i carabinieri del nucleo patrimonio artistico effettuavano sopralluoghi in alcuni locali di Bari vecchia per verificarne le licenze. Azioni che rientrano nella normale attività dei pubblici ufficiali, che hanno contribuito ad accrescere la tensione fra i gestori dei locali. Dopo la serrata dellaltra sera, si aspetta lincontro fra il sindaco Michele Emiliano e il soprintendente Salvatore Buonomo. Ieri mattina, il direttore generale del Comune, Vito Leccese, ha incontrato larchitetto Emilia Pellegrino, della Soprintendenza, per preparare la riunione. I gestori sperano di arrivare ad una regolamentazione meno rigida. In tutta la regione la Soprintendenza ha adottato una linea che tende a escludere occupazioni permanenti di suolo pubblico nei centri storici. Nei prossimi giorni sarà più chiaro quale potrà essere la declinazione barese di queste regole. Di certo, comunque, i gazebo hanno ormai le ore contate. «Dovranno essere rimossi perché opere abusive - insiste lassessore Sannicandro - La legge ammette soltanto strutture precarie, facilmente rimovibili. Tutto ciò che è permanente è in contrasto con le norme».
BARI - Gazebo, ordinate tre demolizioni arrivano i carabinieri: abusivismo
La Soprintendenza ha notificato tre ordinanze di demolizione in danno ad altrettanti locali pubblici di Bari vecchia e del quartiere Murattiano, che occupano il suolo pubblico con gazebo. I gestori dei locali sperano di arrivare ad una regolamentazione meno rigida con il sindaco Michele Emiliano e il soprintendente Salvatore Buonomo. La legge non consente di chiudere porzioni di suolo pubblico, ma solo di rimuovere strutture abusive. La Soprintendenza ha già emesso 14 ordinanze di rimozione di gazebo a carico di altrettanti locali pubblici. I procedimenti di rimozione non si fermano, e i locali potrebbero essere demoliti se non si mettono in regola.
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