Stefano Boeri, capolista del Pd: Milano non ha bisogno della galleria, scelta in controtendenza rispetto allEuropa Le rampe per raggiungere una strada a 40 metri di profondità richiederanno scavi giganteschi in una metropoli che da anni soffre le voragini dei parcheggi Collegare Linate al centro? Si faccia il metrò. La verità è che tutto ciò serve solo a far crescere il valore immobiliare delle zone attraversate Stefano Boeri, architetto e capolista del Pd alle prossime elezioni comunali, che opinione ha del tunnel Expo-Linate? «Non dovrebbe nemmeno essere preso in considerazione. La città non ha ancora il Piano urbano della mobilità, perciò non esiste un ragionamento di sistema nel quale inquadrare il tunnel». Ma lopera in sé si giustifica? «Milano non ne ha bisogno. Il suo sistema di tangenziali funziona e per una, la est, è previsto un raddoppio. Il tunnel, al contrario, attira il traffico in città. Una scelta controcorrente con le politiche adottate in tutte le città moderne, che fermano le auto ai parcheggi di interscambio con il trasporto pubblico». Letizia Moratti ha detto ieri che "tutti gli strumenti che tolgono le auto dalla strada sono utili e importanti". «Beh, il tunnel non lo fa. Non intercetta le principali direttrici di entrata a Milano, vale a dire le autostrade da Bologna, Genova e Venezia, se non questultima, ma con un lungo tragitto per arrivarci. È accessibile solo per chi arriva da Torino e dallAutolaghi. Qual è allora lo scopo? Collegare Linate alla città? Se è così, si costruisca piuttosto la metropolitana, che oltretutto costa meno dei 2,5 miliardi della galleria». Il tunnel è fatto in project financing. Sempre che i privati non chiedano poi un intervento pubblico. «Appunto. È probabilissimo che la mano pubblica ci debba mettere dei soldi lo stesso. E ad ogni modo, grandi opere che incidono nel tessuto urbano presentano sempre spese connesse di infrastrutturazione, come i raccordi. Le rampe di una galleria che corre 50 metri sottoterra richiedono uno sventramento pazzesco, in una città che da otto anni soffre per le voragini del piano parcheggi dellex sindaco Albertini». In una parola il tunnel Expo-Linate è...? «Una follia». Perché la Moratti crede in questa follia? «Non me faccio una ragione, se non con spiegazioni estreme che mettono paura». Quali? «Il tunnel è avulso da qualunque logica urbanistica, economica e ambientale, non è nel programma elettorale del centrodestra, è stato tolto dal Pgt, il Piano di governo del territorio. Non ne parlava più nessuno, eppure il sindaco lo ripropone con forza a fine mandato, con il consiglio agli sgoccioli dei lavori ordinari. Viene da pensare che la Moratti sia eterodiretta». Spieghi meglio. «Se sommiamo lurgenza sul tunnel al fatto che Expo è a rischio perché i proprietari delle aree tengono sotto scacco la città e il Paese, si ha limpressione di un territorio governato da interessi privati. Ci sono due grandi progetti, uno buono e uno cattivo, ma nessuno dei due è deciso dalla politica sulla base di motivazioni urbanistiche. È questo che mi spaventa». Il tunnel, insomma, si limiterà a incrementare il valore delle aree che attraversa? «Banalmente, sì. Una valorizzazione legata esclusivamente alluso del mezzo privato. Se con lauto si arriva in centro in 15 minuti, anziché in 25, il vantaggio per i proprietari immobiliari è evidente». Che cosa può succedere? «Se il tunnel viene legato a Expo potrebbe sottostare ai poteri speciali del sindaco e mancherà una approfondita discussione in consiglio comunale sulla mobilità complessiva. Il tunnel è la morte di Ecopass e della sua evoluzione in congestion charge. Vorrei sapere cosa ne pensi lex assessore Edoardo Croci, ispiratore di Ecopass e promotore dei referendum ambientali, tornato di recente a fianco del sindaco». Investimenti astronomici e una consiliatura in scadenza. Il tunnel non è già sul binario morto? «Pareva già così quando fu tolto dal Pgt, eppure questa ostinazione fa dubitare. Ne abbiamo già viste di opere pubbliche che hanno soddisfatto determinati interessi solo per il fatto di avere aperto i cantieri, senza necessità di venire completate».
MILANO - "Inutile e folle sventrare la città è un regalo del sindaco ai privati"
Stefano Boeri, capolista del Pd, ha espresso la sua opinione sul tunnel Expo-Linate, considerandolo una "follia" e una scelta controcorrente rispetto alle politiche adottate in altre città moderne. Secondo Boeri, il tunnel non serve a Milano, che già ha un sistema di tangenziali funzionante, e attira il traffico in città. Ha anche criticato la decisione di collegare Linate al centro con il tunnel, suggerendo di costruire invece la metropolitana, che costa meno. Boeri ha anche sollevato preoccupazioni sulla mancanza di un piano urbano della mobilità e sulla possibilità che il tunnel sia avulso da qualsiasi logica urbanistica, economica e ambientale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo