Cancellare la laurea specialistica in Storia dell'arte? È l'ultimo attacco a una professionalità che, nel Bel Paese, dovrebbe invece essere di punta. Si aggiungono la moltiplicazione dei corsi di laurea con indirizzi storico-artistici, l'aumento di laureati ma anche la mancata riflessione su possibili sbocchi professionali; l'incertezza sul destino delle Scuole di Specializzazione; la proliferazione dei master nel settore beni culturali, che, disciplinati soltanto dai regolamenti di ateneo, propongono a caro prezzo un modello formativo raramente qualificato. Anche chi già lavora nel campo della tutela dell'arte, poi, affronta lo smembramento di un sistema di figure professionali: il Ministero per i beni e le attività culturali ha bloccato le assunzioni. In parallelo, lo svilimento delle competenze tecnico-scientifiche del Ministero e l'indebolimento del sistema pubblico di tutela. A lanciare il grido d'allarme è stato, ieri, un convegno promosso dall'associazione Bianchi Bandinelli con Italia Nostra, Anastar, Anisa, Assotecnici, Comitato per la bellezza. Relatori Vittorio Emiliani, Giuseppe Chiarante, Domenico Fisichella, Marisa Dalai Emiliani e Desideria Pasolini dall'Onda. Il convegno ha rilanciato la necessità di un'inversione di rotta che riporti i provvedimenti del governo in direzione di un'efficace formazione dello storico dell'arte e di un suo corretto impiego nel mondo della tutela.
A Roma un convegno: iI Bel Paese può fare a meno di storici dell'arte?
Cancellare la laurea specialistica in Storia dell'arte? È l'ultimo attacco a una professionalità che, nel Bel Paese, dovrebbe invece essere di punta. Si aggiungono la moltiplicazione dei corsi di laurea con indirizzi storico-artistici, l'aumento di laureati ma anche la mancata riflessione su possibili sbocchi professionali; l'incertezza sul destino delle Scuole di Specializzazione; la proliferazione dei master nel settore beni culturali, che, disciplinati soltanto dai regolamenti di ateneo, propongono a caro prezzo un modello formativo raramente qualificato. Anche chi già lavora nel campo della tutela dell'arte, poi, affronta lo smembramento di un sistema di figure professionali: il Ministero per i beni e le attività culturali ha bloccato le assunzioni. In parallelo, lo svilimento delle competenze tecnico-scientifiche del Ministero e l'indebolimento del sistema pubblico di tutela. A lanciare il grido d'allarme è stato, ieri, un convegno promosso dall'associazione Bianchi Bandinelli con Italia Nostra, Anastar, Anisa, Assotecnici, Comitato per la bellezza. Relatori Vittorio Emiliani, Giuseppe Chiarante, Domenico Fisichella, Marisa Dalai Emiliani e Desideria Pasolini dall'Onda. Il convegno ha rilanciato la necessità di un'inversione di rotta che riporti i provvedimenti del governo in direzione di un'efficace formazione dello storico dell'arte e di un suo corretto impiego nel mondo della tutela.
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