Le reazioni. La soddisfazione di Cisl e Uil: «Finalmente a Roma capiscono che la cultura fa girare il Paese» POMPEI. «Speriamo che la notizia sia vera e che l'iniziativa sia supportata da tutti: è chiaro che abbiamo un enorme bisogno tanto di fondi per il restauro che di personale». È il solo commento rilasciato dalla professoressa Elena Cinquantaquattro, da gennaio a capo della Soprintendenza di Napoli e Pompei. Commento prudente, che deriva dalla delusione già più volte vissuta, in questi pochi mesi, di fronte a iniziative sia parlamentari che di governo prima annunciate e poi disattese. Più «calde» le reazioni dei sindacati, da tempo impegnati nella battaglia per la tutela e la valorizzazione dell'area: obiettivo che qui si traduce anche in rilancio occupazionale. La Cisl auspica che la rivoluzione annunciata da Letta avvenga in tempi brevi. «Pompei - dice Antonio Pepe, segretario della Cisl - non può permettersi di aspettare. Speriamo soprattutto che le assunzioni dei 30 giovani funzionari e dei più 50 operai annunciate dal sottosegretario riguardino solo l'area archeologica di Pompei, senza rischio di sparpagliamenti controproducenti. Una iniziativa importante che dovrebbe andare di pari passo anche con una nuova istituzione di autonomia scientifica e gestionale dell'area archeologica di Pompei. Confidiamo che il tutto avvenga prima della stagione turistica che ormai è alle porte». La Uilbac è soddisfatta. «Il reintegro dei fondi per il Mibac - tiene a precisare il segretario nazionale Gianfranco Cerasoli - ha un solo e unico regista: il sottosegretario Gianni Letta. Nel corso di questi mesi è riuscito a tessere una rete di rapporti con il ministro dell'Economia, riuscendo a far capire finalmente che con la cultura l'Italia e gli italiani "ci mangiamo" e fanno grande il Paese nel mondo». Per gli addetti alla sorveglianza la notizia rappresenta «una boccata di ossigeno» di fronte al degrado. «Si parla di cifre importanti per rimettere in sicurezza l'area archeologica - afferma un «radar-man» degli Scavi, uno dei custodi che vigila sul sito da più di trent'anni. «Un tempo bastava investire solo sull'acquisto di uno stucco isolante, al resto pensavamo noi, operai della soprintendenza. Fino a vent'anni fa eravamo un esercito di operai, tra fabbri, marmisti, muratori e restauratori. I più bravi sul mercato che, però, via via sono stati trasferiti in altri enti o sono andati in pensione, e mai più rimpiazzati. Per dare un esempio - continua il custode - una volta se si rompeva la cerniéra di un cancello in meno di cinque minuti il danno veniva riparato. Ora bisogna fare una gara di appalto che comporta perdita di tempo e di denaro, e nel frattempo, prima che giungano i cosiddetti esperti, il cancello sarà pure ceduto completamente. Con le nuove assunzioni ci sarà finalmente un ritorno al passato».
Pompei. La soprintendente cauta: spero sia vero. I sindacati esultano: ma ora autonomia
La Soprintendenza di Napoli e Pompei ha annunciato di aver ottenuto fondi per il restauro di Pompei. La professoressa Elena Cinquantaquattro, capo della Soprintendenza, ha espresso un commento prudente, considerando che la delusione è stata già più volte vissuta in passato. I sindacati Cisl e Uilbac hanno espresso reazioni positive, auspiciando un rilancio occupazionale e una nuova istituzione di autonomia scientifica e gestionale dell'area archeologica di Pompei. La Uilbac ha anche espresso soddisfazione per il reintegro dei fondi per il Mibac, attribuito al sottosegretario Gianni Letta.
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