Il Consiglio dei ministri ha dato via libera alle assunzioni di figure specializzate per la messa in sicurezza dell'area archeologica di Pompei. La norma prevede l'arrivo fino a 30 giovani funzionari più 50 operai, per risolvere i problemi della soprintendenza. Saranno, inoltre, sbloccati i concorsi per giovani dirigenti nei imiti di 170 unità l'anno. Soldi, uomini, ma soprattutto maggiori poteri e maggiore autonomia. Il piano per gli Scavi arriva nel giorno dell'addio ai Beni culturali di Bondi: ridimensionato in una «norma straordinaria per il sito di Pompei» è la risposta del governo allo stato di emergenza scattato all'indomani del crollo della Schola Armaturarum, promessa da mesi dal ministro dimissionario. Fondi. Il provvedimento varato dal Consiglio dei ministri destina complessivamente alla tutela e al recupero del patrimonio storico, architettonico, artistico e archeologico, 80 milioni dei 236 assegnati in totale al ministero dei Beni culturali. Quanti di questi soldi andranno all'archeologia e in particolare a Pompei ancora non si sa, ma il piano sul quale il ministro stava lavorando prevedeva per gli Scavi un investimento complessivo di 50 milioni di euro per realizzare gli interventi ritenuti più urgenti. Il governo sottolinea però come il provvedimento velocizzi e semplifichi le procedure facendo in modo, per esempio, che i 500 milioni di euro a disposizione delle soprintendenze possano essere usati più facilmente, senza rimanere inutilizzati come accaduto anche a Pompei. Si tratta comunque di risorse al momento già impegnate, ma «sbloccabili» nei prossimi due anni qualora non vengano destinate all'uso programmato. Uomini. Pompei avrà più personale. Il provvedimento, ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, che prevede «l'assunzione di personale specializzato per risolvere i problemi della Sovrintendenza», consentirà di assumere a Pompei fino a 30 giovani funzionari, e 50 operai, permettendo così quel ritorno al glorioso passato, quando gli Scavi avevano proprie squadre di manutentori specializzati, da sempre auspicato da tecnici e sindacati. Saranno inoltre sbloccati i concorsi per giovani dirigenti nei limiti di 170 unità l'anno, il che consentirà di reperire gli altri componenti della task force di archeologi, architetti ed operai specializzati immaginata dai tecnici del ministero per realizzare al più presto gli interventi di maggiore urgenza nel sito. Le procedure. Secondo il governo una norma che permette più elasticità nel modellare il bilancio per le Sovrintendenze, da quelle ricche a quelle più povere, potrà aiutare tantissimo la tutela dei beni culturali. Una burocrazia più snella, più facile anche nell'accesso alle risorse impegnate, d'altronde, è quanto consentito alle gestioni straordinarie dei commissariati e sempre rivendicato dai vari soprintendenti. Per l'area archeologica di Pompei il decreto-legge prevede l'adozione di un programma straordinario di interventi conservativi di prevenzione, manutenzione e restauro. Disposizioni semplificatone, poi, favoriranno il perfezionamento delle procedure di progettazione, di gara e di eventuali contratti di sponsorizzazione. Il Supersoprintendente. Tramontata definitivamente l'idea di un supermanager, il provvedimento prevede invece maggiori poteri di tutela per il funzionario che si occupa degli Scavi, in attesa, probabilmente, di ricostituire per Pompei una soprintendenza autonoma come è stato fino al 2007. Secondo il ministero, sarà dunque possibile adottare il previsto piano straordinario di manutenzione, anche grazie all'aumento del personale tecnico addetto e all'invio della task force. L'agitazione Ma l'assemblea è confermata Oggi cancelli chiusi fino alle 11 La svolta annunciata da Roma non ferma la protesta. Il lavoratori della Cgil, Cisl, Uil, Unsa e Flp oggi saranno riuniti in assemblea. L'orario di apertura degli scavi di Pompei, Ercolano, Stabia, Oplonti e del museo di Boscoreale, così, slitterà di due ore. All'ordine del giorno, tra l'altro, l'organizzazione del lavoro; il pericolo di crolli; la sicurezza nei luoghi turistici e di lavoro. «Sull'organizzazione del lavoro - dicono i sindacati - ma anche sugli altri temi, la soprintendente non ci ha ancora dedicato tempo".
Pompei, arriva una task force di operai e archeologi
Il Consiglio dei ministri ha dato via libera alle assunzioni di figure specializzate per la messa in sicurezza dell'area archeologica di Pompei. La norma prevede l'arrivo fino a 30 giovani funzionari più 50 operai, per risolvere i problemi della soprintendenza. Saranno, inoltre, sbloccati i concorsi per giovani dirigenti nei limiti di 170 unità l'anno. Il piano per gli Scavi arriva nel giorno dell'addio ai Beni culturali di Bondi: ridimensionato in una norma straordinaria per il sito di Pompei è la risposta del governo allo stato di emergenza scattato all'indomani del crollo della Schola Armaturarum, promessa da mesi dal ministro dimissionario. Fondi.
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