E i leghisti: più adatto al ruolo Sernagiotto (Pdl): meglio alla Cultura, nei panni del contadino non ce lo vedevo proprio VENEZIA Tanti auguri, e buona fortuna. «Ne avrà bisogno, visto lo stato in cui versano i conti della cultura italiana" postilla Piero Ruzzante del Pd. In ogni caso, «meglio lì che all'Agricoltura: nei panni del contadino proprio non ce lo vedevo» sorride Remo Sernagiotto del Pdl. Tutti, infatti, si dicono convinti che non vi sia al mondo ministero più adatto a Giancarlo Galan di quello alla Cultura. «In passato abbiamo avuto più d'una occasione per scontrarci - continua Sernagiotto - ma sono certo che in questo nuovo ruolo saprà esprimere il meglio del suo genio». Il Pdl, in particolare, pare attendersi una riscossa, che parta magari da Venezia, per irradiarsi nel resto del Veneto. «Avremo un doge della cultura» rilancia il capogruppo Dario Bond, che già indica due obiettivi su cui mettersi al lavoro: «Deve incidere sul sistema delle sovrintendenze, perché non siano più d'ostacolo ed inaugurino una nuova stagione di collaborazione, e creare una rete solida di sponsorizzazioni per finanziare le attività culturali ed i restauri». Servono i «piccioli» e tutta l'influenza di cui è capace Galan, anche per riequilibrare alcuni spiacevoli episodi che hanno visto contrapposte di recente le due capitali venete della cultura, Venezia e Verona. Almeno secondo Nereo Laroni del Pdl: "Mi attendo dal nuovo ministro un disegno specifico e concreto per ripristinare rapporti sereni tra le due città, incrinati negli ultimi tempi da una Lega debordante e da una certa tendenza aggregatrice ed accentratrice dei politici veronesi. Ma sono tranquillo: Galan sa bene quanto deleteri possono essere certi localismi». E' fiducioso anche l'assessore regionale alla Cultura Marino Zorzato, che vede nel reintegro del Fus, il fondo unico per lo spettacolo, «un bel segnale ed un atto politico di grande forza: se il buongiorno si vede dal mattino...». Per Zorzato il ripristino delle risorse destinate al fondo «consentirà di garantire non solo l'attività delle fondazioni liriche, la Fenice e l'Arena, ma anche di altri importanti enti culturali veneti, tra cui la Biennale. Il mondo della cultura ha bisogno di continuare a lavorare con tranquillità, potendo contare su risorse certe». E se Ruzzante del Pd, come detto, non vede di fronte a Galan un orizzonte tanto roseo («Domenica in tutte le piazze d'Italia, compresa la sua Padova, si terrà una manifestazione dei lavoratori del teatro e dello spettacolo, non sarà facile "fare cultura" in un governo che non la considera minimamente come un investimento»), dall'Idv Gustavo Franchetto arrivano «auguri di buon lavoro, nella speranza che riesca a recuperare almeno in parte i soldi tagliati finora. Mi conforta - prosegue Franchetto - il fatto che nella sua ultima legislatura da governatore Galan avesse trattenuto per sé le deleghe alla Cultura dimostra la sua particolare sensibilità sul tema». E la Lega Nord, che dice della dipartita dell'acerrimo amico dall'adorato (dai padani) ministero dell'Agricoltura? «Sono certo che sia più adatto a questo nuovo ruolo - taglia corto Federico Caner - ed è un'opportunità in più per la nostra regione che vede nel turismo legato alle città d'arte la sua industria più importante». D'accordo il sindaco scaligero Flavio Tosi: «Verona è la quarta città turistica italiana. Un ministro veneto, che conosce la situazione in modo diretto, è sicuramente di buon auspicio».
Galan. "Buona fortuna, ne avrà bisogno
Il ministro della Cultura Giancarlo Galan, del Pdl, è stato nominato al ruolo. Il Pdl attende una riscossa per il partito e spera che Galan riesca a recuperare i soldi tagliati alle attività culturali. Il Pdl e il Pd si sono scambiati commenti sulla nomina, con Piero Ruzzante del Pd che non vede Galan come un ministro adatto al ruolo. Il Pdl spera che Galan riesca a ripristinare rapporti sereni tra le due capitali venete della cultura, Venezia e Verona. L'assessore regionale alla Cultura Marino Zorzato vede nel reintegro del Fus, il fondo unico per lo spettacolo, un bel segnale ed un atto politico di grande forza.
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