«Le mie riforme liberali non comprese da Tremonti. Ascoltato più Muti di me» Il crollo di Pompei. Aggressioni nei miei confronti dopo il crollo di quel manufatto a Pompei "Carandini è un grande studioso, lo prego di restare perché il ministero, non può rinunciare a lui" ROMA «Oggi sono finalmente sereno. E veramente non ho alcun rammarico per la scelta delle dimissioni». Sandro Bondi il giorno dell'addio. Appare triste e affaticato, ma insieme tranquillissimo. La sensazione di un peso tolto per sempre. Aveva ricevuto una piena fiducia in Parlamento e molti inviti a restare, fino a ieri stesso. Ma perché, alla fine, si è dimesso? «Ho ricevuto la fiducia del Parlamento, è vero. Ho vissuto un periodo duro, caratterizzato dalle polemiche e dalle aggressioni nei miei confronti dopo il crollo di quel manufatto a Pompei, dalla presentazione di una mozione di sfiducia da parte delle opposizioni e dalle conseguenze del drammatico taglio delle risorse. Eppure nemmeno dopo la fiducia sono riuscito ad ottenere i fondi necessari per continuare le riforme che avevo intrapreso. Proprio in questi ultimi giorni poi, dopo l'ulteriore congelamento di fondi da parte del ministero del tesoro, la mia figura pubblica è stata letteralmente sottoposta ad un massacro mediatico». Dicono che il suo vero nemico sia stato Tremonti. Ma perché ha subito tutti quei tagli? «La mia "colpa" è stata quella di non avere solo chiesto maggiori fondi, come tutti i miei predecessori, ma di avere impostato delle riforme liberali del settore. Questa mia posizione non è stata evidentemente compresa dal ministro Tremonti». Cosa ha pensato quando invece Tremonti ha promesso un reintegro del Fus al Maestro Riccardo Muti e al sindaco di Roma, Gianni Alemanno? «Tremonti ha concesso una attenzione al sindaco di Roma e al Maestro Muti ben superiore a quella che ha concesso a me come ministro. E credo inoltre che egli sia stato molto più sensibile agli editoriali del Corriere della Sera, che lo invitavano a comprendere le ragioni della cultura, piuttosto che alle mie preoccupazioni e alle mie proposte». Non crede che Berlusconi avrebbe dovuto aiutarla proprio durante i giorni dei tagli? «Il presidente Berlusconi non mi ha mai fatto mancare la sua vicinanza e comprensione». Cosa pensa delle dimissioni di Carandini? «Carandini è non solo un grande studioso e uomo di cultura, ma è anche persona intellettualmente onesta. Gli sono ancora grato di avere accettato la mia proposta di assumere la presidenza del Consiglio nazionale dei beni culturali e lo prego di restare al suo posto, perché il ministero, tanto più oggi, non può rinunciare al suo autorevole contributo». Quale eredità crede di lasciare al dicastero? «Ho cercato di cambiare, di stringere un'alleanza fra questo ministero e l'economia, sbloccando grandi opere pubbliche e agevolando la realizzazione delle metropolitane di Roma e di Napoli. Ho introdotto una nuova direzione per la valorizzazione del nostro patrimonio storico affidandola ad un manager come Mario Resca, cioè a competenze organizzative che fin qui mancavano. Ho difeso strenuamente le prerogative dello Stato nella difesa del paesaggio e dei beni culturali e ho esercitato questa prerogativa non guardando in faccia nessuno, come sa anche il sindaco di Roma a proposito del vincolo sull'Agro Romano, di cui sono veramente fiero». Non la addolora che il reintegro del Fus sia arrivato proprio il giorno in cui lei lasciava il ministero? «No, sono soddisfatto per il mio amico Giancarlo Galan, che può intraprendere questa sua nuova esperienza politica e di governo con maggiore tranquillità». E adesso che farà? «Come ho detto tante volte, il mio desiderio è restare al fianco del presidente Berlusconi: ed è l'unica cosa che mi tiene ancora legato alla politica. Ma non sono interessato a mostrine o ruoli particolare. Voglio cercare di offrirgli il mio contributo. E di svolgere bene il mio ruolo di senatore. Tutto qui».
Corriere della Sera
24 Marzo 2011
L'addio di Bondi: resterò al fianco di Silvio
P.
P. Co.
Corriere della Sera
Il ministro della cultura, Giulio Carandini, ha annunciato le sue dimissioni dopo aver ricevuto la fiducia del Parlamento. Ha spiegato che non ha potuto ottenere i fondi necessari per continuare le riforme che aveva intrapreso e che la sua figura pubblica è stata sottoposta ad un massacro mediatico. Ha anche criticato il ministro del tesoro, Tremonti, per aver concesso fondi al sindaco di Roma e al Maestro Riccardo Muti, ma non per lui. Ha detto di non aver avuto la possibilità di cambiare il ministero e di aver dovuto difendere le prerogative dello Stato nella difesa del paesaggio e dei beni culturali.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
Corriere della Sera · 24 Dic 2003
Ministero riformato - Torna la sezione dedicata ai libri
Corriere della Sera · 9 Ott 2006
IRAQ E il museo archeologico di Bagdad riapre con i fondi di Roma
Corriere della Sera · 21 Dic 2007
Sud, il successo svanito dei Bronzi. Qui i turisti guardano e fuggono
Corriere della Sera · 26 Feb 2009
La Crespi a Bondi: così sarà peggio L'archeologo Greco: superato lo stallo
Corriere della Sera · 22 Apr 2011
Non lasciare la Biennale. Cultura, è lite ministro-Sgarbi
Corriere della Sera · 12 Mag 2013
Il Fai: Priorità a Pompei e l'Aquila. Inqualificabile l'ipotesi di condono
Corriere della Sera · 7 Ago 2014
I tavolini messi e tolti. Una rivoluzione legale a piazza Navona
Corriere della Sera · 10 Giu 2015
Per il Sud 490 milioni di euro
Corriere della Sera · 19 Ago 2015
Dieci donne a capo dei musei
Corriere della Sera · 6 Gen 2016
Colosseo da record: oltre 6 milioni di ingressi in un anno
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
Corriere della Sera · 5 Feb 2012
Via 101 commissioni, resiste quella di Cavour
la Repubblica · 24 Mar 2009
ROMA una Biennale liquida dai fantastici anni 60 in poi
Fonte non specificata · 24 Mar 2009
Piano casa: Errani convoca Conferenza Regioni per il 25 marzo
la Repubblica · 24 Mar 2009
Epifani boccia il piano casa "Incostituzionale e porta abusi"
Corriere della Sera · 24 Mar 2009
PARIGI - Il Lippi dei veleni, guerra a Parigi, I curatori italiani contro il gestore del Luxembourg,
L'Opinione delle libertà · 24 Mar 2009
LUCCA Missione romana per Favilla: il sindaco da Alfano e Bondi
Libertà · 24 Mar 2009
PIACENZA - Pietre in aula, Sgarbi riaccende le tensioni Interrogazione di Foti a Bondi. Oggi l'ispettore?
il Sole 24 Ore · 24 Mar 2009
ROMA - Architetti: regole uniformi sul governo del territorio
Italia Sera · 24 Mar 2009
ROMA - Arte e archeologia a portata di mouse. Un Convegno al San Michele per presentare il portale Culturaltalia.
Eddyburg · 24 Mar 2009
PIANO CASA - Colata di cemento delle libertà
Il Tirreno · 25 Mar 2009
ROMA. La maggioranza delle Regioni italiane è contraria al Piano casa di Berlusconi.
Il Tirreno · 25 Mar 2009
PIANO CASA- Lo strano caso della bozza "figlia di nessuno"
la Repubblica · 25 Mar 2009
NAPOLI - TERMOVALORIZZATORE: Berlusconi arriva con un giorno danticipo
la Repubblica · 25 Mar 2009
ROMA Roma celebra le glorie di Vespasiano, Tito e Domiziano
la Repubblica · 25 Mar 2009
Nel laboratorio di Giulio Paolini profeta del "primato del prima"
la Repubblica · 25 Mar 2009
ROMA Le tecnologie favoriscono le visite; facili scoperte nel mondo dellantichità
Notiziario Marketpress · 25 Mar 2009
PRESIDENTE TOSCANA MARTINI SUL DECRETO DEL GOVERNO : ALTRO CHE PIANO CASA. È COME DIRE "PASSATE COL ROSSO"
Il Mattino · 24 Mar 2009
Misure urgenti per il rilancio dell'economia attraverso la ripresa delle attività imprenditoriali.
Corriere della Sera · 24 Mar 2009
TOSCANA PIANO-CASA - Pdl all'attacco: Il suo modello? Montespertoli
la Repubblica · 25 Mar 2009
ROMA - Casa, Napolitano frena Berlusconi Lettera del capo dello Stato: ascolti le Regioni. Franceschini: quel piano cementifica lItalia.