BOLZANO «Faccio gli auguri al neoministro della cultura Galan, ma gli impegni che abbiamo preso con il suo predecessore Bondi sul depotenziamento dei monumenti fascisti restano in vigore perché fatti come un rappresentante del governo». Così, il governatore Durnwalder difende la «storicizzazione dei relitti». Dal centrodestra voci ovviamente opposte. Urzì (Fli) scrive a Galan: riparare la ferita aperta da Bondi. Seppi (Uni-talia): cancellare il frutto di quell'accordo scellerato. Intanto, si è insediata la commissione che valuterà le 486 proposte di depotenziamento del bassorilievo del Duce in piazza Tribunale. BOLZANO Il governatore altoatesino Luis Durnwalder si dice convinto che l'accordo sul «depotenziamento» dei monumenti fascisti in Alto Adige bassorilievo del Duce in primis firmato dal ministro Sandro Bondi alla vigilia del voto di sfiducia non sarà messo in discussione dal suo successore Giancarlo Galan, come invece chiedono Futuro e Libertà, e Unitalia «Faccio i miei sentiti auguri all'ex collega Galan per la sua nomina», ha detto Durnwalder. In passato il presidente della Provincia di Bolzano e l'allora governatore veneto hanno avuto numerosi scambi di battute sull'autonomia speciale. Galan addirittura definì Durnwalder una volta, non senza ironia, «amico-nemico». In merito alla «storicizzazione» dei monumenti del Ventennio, Durnwalder ha detto ieri che «gli impegni presi da Bondi restano in vigore perché fatti come ministro e cioè come rappresentante del governo». Quindi «la nomina di un nuovo ministro ha aggiunto il presidente dei sudtirolesi non rimette tutto in discussione». Non la pensa così il finiano Alessandro Urzì. Pochi minuti dopo la nomina di Galan, il consigliere provinciale (Fli) ha inviato una missiva al neoministro alla cultura, affermando che da lettera del suo predecessore costituisce una ferita aperta che deve essere sanata e lo potrà essere grazie ad un suo intervento immediato che ritiri ufficialmente le concessioni unilaterali del ministero verso la Provincia e garantisca la rappresentanza ideale da parte del suo ministero verso un patrimonio che non può essere oggetto di svendita». Interviene anche Unitalia: «Apprendiamo con soddisfazione della dipartita dal governo del ministro Bondi spiega il consigliere provinciale Donato Seppi questo costituisce il primo passo verso quella forma di giustizia etnica e politica, oltre che artistica e storica, che ci aspettavamo dopo l'ignobile accordo intercorso fra Bondi e la Svp. Non sappiamo quanto abbiano contribuito le nostre proteste istituzionali, le nostre manifestazioni di piazza, la presentazione di una richiesta di referendum comunale avverso allo spostamento o alla copertura del bassorilievo voluta dalla Svp e accordata da Bondi, per creare questa auspicata situazione. Certamente la rabbia, mista ad apparente rassegnazione, di migliaia di italiani ha raggiunto il primo grado di soddisfazione con la dipartita dal Governo di Bondi. Se a poco contava un pezzo di carta scritta fra un Ministro e alcuni parlamentari della Svp è ovvio che, allo stato attuale, la valenza di quell'accordo, mai ratificato con decreto, è praticamente nullo». Non solo. «Siamo infatti anche fiduciosi che la poca simpatia politica che intercorre da sempre fra il nuovo ministro dei beni culturali Galan e Durnwalder giochi un ruolo per noi fondamentale: essa costituisce un'altra fondata ragione per vedere concretizzati i nostri auspici di non vedere martoriata un'opera d'arte italiana Il tutto è comunque avvenuto senza alcuna azione interna od esterna al Pdl da parte dei parlamentari eletti in sede locale: ancora di più brucia oggi, alla luce di questi favorevoli eventi, l' immagine di quel tricolore disteso in piazza Tribunale a copertura del bassorilievo, posto in inaccettabile mostra nella giornata del 17 marzo, festa dell'unità nazionale».