Basamento ad alta tecnologia per i due capolavori, che presto torneranno nel Museo di Reggio Nella nuova sala anche una "doccia d'aria" anti-inquinanti per i visitatori La copia della "Statua B" (il vecchio) sottoposta al "collaudo sismico" Massima sicurezza contro i terremoti per i Bronzi di Riace, con le nuove basi di marmo antisismiche progettate e realizzate dall'Enea in marmo di Carrara assicurando il massimo isolamento delle statue, sia in direzione orizzontale che verticale. In particolare, per ciascuna statua è stata realizzata una base costituita da due blocchi di marmo sovrapposti. Su entrambe le superfici interne dei due blocchi sono state scavate, in modo speculare, quattro calotte concave, nel mezzo delle quali sono collocate quattro sfere, anch'esse di marmo. Le calotte concave e le sfere di marmo svolgono la funzione antisismica e la loro dimensione viene tarata, in fase di progettazione, in rapporto al grado di protezione sismica che si valuta necessaria. Ogni possibile spiegazione su come funzioneranno queste originali pedane è stata fornita ieri, in sede Enea, presente il commissario dell'Istituto Giovanni Lelli, da Gerardo De Canio che ha progettato i criteri e individuato i materiali da adottare. De Canio ha spiegato che «tra i due blocchi, oltre alle sfere in marmo, sono installati anche elementi "dissipativi" in acciaio inox per garantire l'isolamento sismico da oscillazioni nella direzione verticale. È stato impiegato il marmo perché studi approfonditi hanno deciso che è il materiale più compatibile con il bronzo, scelta ottimizzata dalla constatazione che i dispositivi così installati richiederanno una manutenzione minima». Per quanto riguarda il funzionamento, De Canio ha spiegato che «in presenza di un terremoto sarà la parte sottostante alla base ad assorbire l'azione sismica perché si potrà muovere insieme al terreno senza trasmettere alla parte superiore le sollecitazioni causate dal movimento delle sfere che sono sistemate all'interno delle cavità ricavate nel marmo. Il movimento delle sfere attenua la rigidità, riducendo in modo determinante l'inevitabile attrito». Nel Centro ricerche Enea della Casaccia le copie realizzate in scala reale dei due Bronzi sono state già sottoposte con esito positivo a una verifica sperimentale sulle "tavole vibranti", una sorta di impianti sperimentali complessi di grandi dimensioni che riescono a riprodurre i terremoti, in questo caso superiori a quelli che si ipotizzano per Reggio. Il sistema studiato per i Bronzi non vale per tutte le opere d'arte: infatti è particolarmente adatto solo alle statue sviluppate in verticale, proprio come i Bronzi di Riace, o come il David di Michelangelo, perché avendo una base ridotta presentano solo nelle gambe il punto di maggiore vulnerabilità. L'Enea è dunque oggi titolare di un importante risultato. Infatti il commissario dell'istituto di ricerca Giovanni Lelli ha tenuto a dire che «il patrimonio culturale di cui dispone il nostro Paese rappresenta un'enorme ricchezza e va quindi preservato con il massimo impegno e con le migliori competenze». A questo punto restavano da conoscere solo i tempi utili per far rientrare le statue al Museo. Per Gerardo De Canio il più è fatto: «Entro la prossima settimana si concluderanno le prove delle nuove basi antisismiche e da quel momento in poi tutto diventerà definitivo». Dunque non c'è una data certa perla riapertura al pubblico di Palazzo Piacentini sede del Museo Museo Archeologico Nazionale della Magna Grecia a Reggio, chiuso per restauro dal 2009. Ma la soprintendente Simonetta Bonomi assicura che « i primi a rientrare saranno i Bronzi. Per il resto procederemo per gradi e ripartiremo dall'alto, dal secondo piano, secondo un filo logico che faccia comprendere meglio la storia di Reggio». Alla città sta per essere restituito uno spazio museale che, pur avendo rispettato in pieno il codice architettonico espresso da Piacentini nel 1928, esprimerà le più avanzate tendenze in materia. «Sarà un allestimento assolutamente innovativo che utilizzerà mezzi di comunicazione e tecnologici di ultima generazione ha spiegato la Bonomiinfatti il percorso interno al museo si snoderà secondo un filo logico e storico organizzato su quattro piani, compreso il pianoterra e l'interrato, a cominciare dall'alto dove troveranno posto in una rilettura complessiva e più agevole la pre e la protostoria di Reggio, compresi i reperti di Papasidero e quelli dell'uomo di Neanderthal che sembra abbia vissuto sullo Stretto di Messina. Al primo piano saranno sistemate le "polis" con una serie di flash sulle colonie greche e i santuari della Locride. Nell'ammezzato abbiamo previsto i reperti delle necropoli e delle altre popolazioni italiche e lucane che hanno abitato Reggio intorno al IV secolo a C. Al pianterreno, nelle sale a loro destinate, sistemeremo i Bronzi che dopo il restauro saranno preservati da un più che avanzato sistema di "lavaggio" dei visitatori, in modo da mantenere incontaminato l'ambiente espositivo». I visitatori, sembra, saranno "lavati" da getti di aria «per evitare che elementi inquinanti mettano in pericolo i Bronzi». Tra le novità il grande solaio in vetro calpestabile supportato da una sorprendente e trasparente tensegrity (struttura di cavi e puntoni) che coprirà il vecchio cortile interno di Palazzo Piacentini diventato l'atrio d'ingresso alle sale del piano terra. Una sorta di lobby ricavata abbattendo tutti i muri e lasciando in mostra solo le colonne portanti realizzate da Piacentini e dove in trasparenza si vedranno camminare a circa 12 metri di altezza, dunque sopra la propria testa, gli avventori della caffetteria che sarà allestita fra aree di verde attrezzato e sedili. Sale espositive dunque completamente ridisegnate, ma fedeli allo spirito del progettista Marcello Piacentini. «Si trattava di intervenire su un testo delicatissimo e pregiatissimo quale è il testo spaziale piacentiniano ed anche gli espositori saranno di nuovo tipo ha detto la Bonomi perché legheremo i reperti al racconto del contesto, geografico, storico e concettuale».
Ecco i Bronzi "antisismici"
Il Museo Archeologico Nazionale della Magna Grecia a Reggio sta per riaprire dopo 13 anni di restauro. Le statue dei Bronzi di Riace, copie realizzate in scala reale, sono state sottoposte a un "collaudo sismico" per assicurare la loro sicurezza contro i terremoti. Le basi delle statue sono state progettate e realizzate dall'Enea in marmo di Carrara, con sfere e calotte concave che funzioneranno da isolamento sismico. Le prove delle nuove basi antisismiche si concluderanno entro la prossima settimana, e il Museo si aprirà nuovamente per la visita pubblica. Le statue dei Bronzi saranno le prime a rientrare, seguite da altre opere d'arte.
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